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giovedě 08 maggio 2008
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Da Milano
Don Giacomo Ruggeri* 
 
“Il nostro modo di guardare al mondo, per raccontarlo poi ad altri, non può essere asettico, clinico, in quanto realtà disezzionata e scarnificata in nome di una velleitaria oggettività. Il chi siamo influenza il modo in cui ci assostiamo alla vicende e alle persone”. Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della CEI, ha aperto i lavori del convegno nazionale dei direttori degli uffici della comunicazione sociale delle diocesi italiane che si tiene a Milano dall’8 sino al 10 maggio. Un appuntamento importante che vede coinvolti quasi 300 operatori dei media cattolici italiani, per di più in un contesto di molteplici anniversari, quali i 40 anni di Avvenire, i 20 dell’agenzia Sir e dei 10 di SaT2000 e Inblu. “Alla Chiesa sta a cuore l’uomo, un uomo libero, responsabile e consapevole. Alla Chiesa sta a cuore il Vangelo di Cristo – ha proseguito Bagnasco – la Parola che può rendere l’uomo libero, responsabile e consapevole”. E di libertà, coniugata a responsabilità, ne aveva già evidenziato l’importanza don Domenico Pompili, direttore dell’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, in una riflessione all’interno del momento di preghiera: “Uno degli impegni che qui vogliamo assumerci insieme – ha precisato don Pompili – è di ristabilire il rapporto vitale tra le parole e lo sguardo del cuore. Se lo sguardo si offusca allora il cuore si inardisce e non avendo più la capacità di comunicare veramente diventa tragicamente muto”.
 
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Don Dario Edorado Vigano, nel moderare il primo pomeriggio di lavori, ha fatto il punto di sintesi sia della relazione di Bagnasco che nel presentare la dott.ssa Versace, docente all’Università Cattolica di Milano, che ha presentato la genesi e i prodromi del quotidiano “Avvenire”. Ne emerso un quadro affascinanato segnato da tratteggi di colore grigio (quali la posizione finanziaria deficitaria, le tensioni all’interno dell’episcopato italiano e della S. Sede) e dei notevoli tratteggi colorati che, in modo particolare con Paolo VI, hanno segnato una svolta decisiva per il quotidiano cattolico italiano. La serata si conclude con la visione di un video sul quarantesimo di Avvenire.

* direttore Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali di Fano
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