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Facebook: una scommessa educativa PDF Stampa E-mail
martedì 24 febbraio 2009
Prima che fosse inventato il telefono, per comunicare le persone dovevano incontrarsi o scriversi. Quando poi il telefono arrivò molti ne rimasero sconvolti, ne difffidarono, pensarono fosse una diavoleria, alcuni giurarono che non l'avrebbero mai usato. Poi venne la Tv, poi ancora il computer, e ancora poi il cellulare: sempre tutte 'diavolerie', delle quali però oggi non possiamo fare a meno e che, anche se a fatica, sono entrate a far parte della nostra vita, del nostro modo di comunicare. Quanti 'nonni' hanno giurato che non avrebbero mai avuto niente a che fare con il telefonino? Sono gli stessi che oggi lo usano con la massima disinvoltura. Impacci e timori iniziali sono ormai solo un ricordo..

Negli anni, con internet, sono arrivati tanti altri strumenti, le chat, messenger, skype, utilizzati da giovanissimi per comunicare fuori dell'orario scolastico, come da professionisti che se ne servono con grande efficacia per lavorare. Cinque anni fa, poi, è arrivato Facebook, ma pochi se ne sono accorti. Molti si sono registrati, ma FB è rimasta, sostanzialmente, per tanto tempo, una scatola vuota, fino a pochi mesi fa, quando un virus improvviso ha contagiato milioni di persone, ragazzi e adulti, senza distinzione di ceto e livello culturale. Cosa è successo?

Sono fenomeni difficili da spiegare: adolescenti, politici, amministratori, responsabili di movimenti e associazioni, tutti uniti da un'esperienza mediatica del tutto nuova, perchè per la prima volta uno strumento di comunicazione incolla per ore ogni giorno milioni di persone davanti allo schermo inducendole anche a mettere in comune dati, elementi anche molto personali, che difficilmente in altre circostanze sarebbero stati diffusi. Indirizzo di posta elettronica, dati sensibili, anche numeri di cellulari, insieme a foto, pensieri, riflessioni, condivisione di eventi. Molti amano mettere nella piazza mediatica di FB ogni minimo gesto quotidiano..la vita, insomma, comincia a scorrere su FB. Quanto tutto ciò durerà non è dato saperlo.

E va detto che è proprio questo spazzare via la privacy delle persone è da un lato, il successo di questo fenomeno, che ci avvicina tutit facendoci sentire una famiglia globale; ma sono anche i motivi della sostanziale freddezza con cui l''altra metà del cielo' vive quasi con insofferenza l'affermarsi di questo modo di comunicare. C'è il partito degli snobisti, ma anche quello degli arrabbiati, spesso accomunati da una scarsa conoscenza dell'oggetto del contendere. Sì, perchè spesso scarsa lo è anche fra chi lo usa, si perde fra le tante opzioni, pubblica messaggi visibili a tutti pensando di inviare messaggi privati. C'è poi lo straordinario fenomeno dell'”amicizia in FB” che apre un bel ragionamento sulla 'filosofia dell'amicizia'. Ci sono, in questo mondo virtuale, persone che chiedono amicizie a persone che neanche salutano per strada...

Insomma ancora una volta la 'rete' diventa uno straordinario metro della fenomenologia umana, mette in luce le grandi contraddizioni degli esseri umani. Ancora una volta, tuttavia, riaffiora la riflessione che ha distinto i ragionamenti su tutti questi strumenti di comunicazione, nei decenni: non è lo strumento il problema, ma l'uso che se ne fa. Lo strumento, come ribadisce il Papa nel messaggio per la Giornata delle comunicazioni sociali, è straordinario, ma mette a dura prova, proprio per la sua potenza, la maturità, l'equiibrio della persona nel saperlo gestire. E come ieri per il telefono, anche oggi per FB il problema resta sempre lo stesso. La capacità dell'uomo di gestire uno strumento, senza venirne travolto e di sfruttare in positivo le straordinarie caratteristiche per fare crescere la persona e non per impoverirla. Passano gli anni, si modificano i 'media' ma resta intatta questa grande, permanente scommessa, innanzitutto educativa.
 
Vincenzo Varagona
 
Da "L'azione" - Fabriano
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