| «Non si può obbligare il medico ad agire contro coscienza» |
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| lunedì 04 maggio 2009 | ||||||||
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In relazione agli ultimi eventi che vedono esercitare pressioni sui medici marchigiani obbligandoli alla prescrizione della pillola del giorno dopo il Centro diocesano di Bioetica di Fano, facendo proprie le affermazioni di Carlo Casini, ribadisce come l’obiezione di coscienza sia un diritto garantito dall’Art. 9 della L. 194/78, confermato dalla Corte Costituzionale. La pillola del giorno dopo non costituisce, infatti, contraccezione ma rientra a pieno titolo nella fattispecie dell’aborto farmacologico come anche il Tar del Lazio, recentemente, ha fatto specificare sui foglietti illustrativi del farmaco. Il Centro considera quest’atto come indebita pressione sui medici fatta dalla Direzione Regionale delle Marche; nessuno, infatti, può obbligare il medico ad agire contro coscienza e, questo, a maggior ragione quando è previsto dallo stesso ordinamento giuridico. Non di secondaria importanza è il fatto che l’atto della prescrizione di un farmaco è la ‘risultante’ di un complesso processo valutativo di cui il medico è responsabile; la lettera direttiva condurrebbe a considerare i medici come meri esecutori privandoli, così, di aspetti essenziali della loro professione.
Fano lì 30 aprile 2009 Centro diocesano di Bioetica di Fano fanodiocesi.it
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