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Massoneria e Chiesa Cattolica PDF Stampa E-mail
martedì 05 maggio 2009

Si è svolto ad Acquaviva Picena , presso la Sala Consiliare, un incontro-dibattito organizzato dal centro ricerche personalistiche "Raissa e Jacques Maritain" sul tema :"Massoneria e Chiesa Cattolica".
Che nel titolo dell'incontro,, forse, andava messo al posto della "e" un Vs (versus, termine proprio degli incontri sportivi) ce lo fa capire immediatamente il relatore, dott. Adolfo Morganti del Gris di Rimini, mettendo in evidenza che lo scontro è iniziato da subito, cioè dalle origini della Massoneria, e si è protratto per quasi tre secoli.

La prima loggia massonica, sembra ormai assodato storicamente, è nata nel 1717 e, qualche anno dopo, con una tempestività sorprendente per quei tempi, precisamente nel 1738, Clemente XII emana la Lettera Apostolica "IN EMINENTI APOSTOLATUS SPECULA" in cui la Chiesa Cattolica ritiene di dover mettere in guardia la sua comunità da tale organizzazione.

Una "lotta" che si è protratta fino al 1980 quando con la "Dichiarazione circa l'appartenenza di cattolici alla massoneria" della Conferenza Episcopale Tedesca, la quale conclude con l'incompatibilità fra la professione della fede cattolica e l'appartenenza alla massoneria.
Un'incompatibilità che il prof. Morganti ha messo in evidenza mettendo in risalto la più importante tra esse e cioè la differenza sulla natura di Dio.

La massoneria, quella non atea, considera Dio come l'architetto dell'universo, però come un'entità legata alla sola creazione dell'universo, negando poi il suo intervento sull'umanità la cui storia è originata da un intervento naturalistico cioè tutto può essere compreso attraverso la natura e in assenza di un principio trascendente o spirituale. Negando quindi quello che è il fondamento della fede cristiana:la rivelazione.

Diceva Leone XIII nella sua Enciclica del 1884, con la quale ammorbidì di fatto il contrasto tra Massoneria e Cristianesimo, a proposito della rivelazione e della posizione della massoneria:
"Questo stravolgimento nella struttura fondamentale dell'atto di fede si compie, inoltre, per lo più, in modo morbido e senza essere avvertito: la salda adesione alla verità di Dio, rivelata nella Chiesa, diviene semplice appartenenza a un'istituzione".

Il dibattito che ne è seguito è servito per approfondire gli aspetti particolari di quanto trattato dal prof. Morganti.
L'incontro , che era cominciato con brani di musica classica eseguiti al piano da Monia Scipi, si è concluso con un gradevole buffet.

Francesco Bruni

Pubblicato su www.ilquotidiano.it External link il 03/05/2009

 

 

Chiesa e Massoneria: un’aspra rivalità annullata dal comunismo

Il teso rapporto tra le due istituzioni si attenuò nel Novecento. Nonostante le incompatibilità siano irrisolvibili. Se ne è parlato in un interessante convegno ad Acquaviva Picena.

ACQUAVIVA PICENA - Qual è stato nel corso dei secoli il rapporto tra Chiesa Cattolica e Massoneria? E come è mutato nel tempo? A queste domande ha cercato di rispondere il professor Adolfo Morganti del Gris (Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-Religiosa) diocesano di Rimini, in un convegno tenutosi ad Acquaviva sabato scorso ed organizzato dal centro ricerche personaliste "Raissa e Jacques Maritain" coordinato dalla professoressa Giancarla Perotti.

Un rapporto, quello tra le due istituzioni, nato nel 1730 ed immediatamente combattuto dal Vaticano che, per opera di Clemente XII scomunicò tutti coloro che avevano osato avvicinarsi alle società segrete. Successivamente, anche altri Pontefici come Benedetto XIV, Pio VII, Leone XII e Leone XIII seguirono l'identica strada. Specialmente quest'ultimo, con l'enciclica "Humanum Genus", pubblicata nel 1892, denunciò una vera e propria guerra condotta contro la Santa Sede, definendo «infiniti ed intollerabili» gli ostacoli subìti.

«In seguito però - spiega Morganti - qualcosa cambiò. L'affermarsi dell'ideologia comunista in Oriente spinse la Chiesa a riappacificarsi con i nemici di un tempo. Fu soprattutto Pio XII ad aprire un dialogo con la Massoneria e, di fatto, i contatti tra le due entità diventarono prassi».

Ma può un cattolico divenire massone? Ed è possibile far conciliare una duplice appartenenza?

Nonostante qualche minoranza creda il contrario, la prevalenza degli studiosi interpellati sostiene che le due tesi siano incompatibili. Per via di tre concetti, quelli di Religione, di Dio e dell'Uomo.

«Nel primo caso - continua il professore - ci troviamo di fronte ad un'esperienza cristiana rivelata e trasmessa, mentre la massoneria rifiuta e fa a meno del concetto di rivelazione. In ambito religioso invece, il cattolicesimo sposa l'idea di un creatore rivelatore che si incarna, muore e risorge, a differenza dell'ordine iniziatico che immagina sì un Dio supremo, il Grande Architetto dell'universo, ma inattivo, immobile e non in rapporto con l'individuo. Infine, per quel che riguarda l'uomo, la Massoneria lo considera capace di salvarsi da sé, mentre per la religione questo è un'umile creatura in cammino su questa Terra».

Differenze quindi che permangono. E sebbene il dialogo sia ripetutamente avvenuto, anche con commissioni miste di studiosi massonici e prelati cattolici (famosa quella avvenuta negli anni '80 in Germania) «è giusto - conclude Morganti - non mutare le proprie identità come si muta una camicia. Le due istituzioni possono collaborare ad esempio per le inziative benefiche, ma sono reciprocamente irriducibili». 

 

Di Massimo Falcioni, pubblicato su www.sambenedettoggi.it External link il 04/05/2009

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