| Ritiro ad Urbino per ministri della Comunione |
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| giovedì 25 giugno 2009 | ||||||||
URBINO. Sabato scorso 20 giugno nel pomeriggio si è tenuto presso il Santuario Diocesano del Pelingo l’incontro conclusivo per ministri della comunione ed operatori pastorali. Erano presenti Mons. Davide Tonti (Vicario Episcopale per la formazione del laicato ed il diaconato permanente), il Prof. Salvatore Amico (responsabile dei corsi formativi dei ministeri nelle quattro vicarie) ed il diacono Giuseppe Mangani, che ha curato il momento spirituale dell’adorazione eucaristica.
«L’anno prossimo – ha sottolineato Mons. Davide Tonti salutando i presenti – dedicato al sacerdozio nel 150° anniversario del "dies natalis" del santo Curato d’Ars, è un’ulteriore occasione per riporre alla riflessione di tutti i fedeli non solo l’importanza del sacerdozio ministeriale, ma anche del sacerdozio comune dei fedeli e della loro stretta relazione comunionale nella missione della Chiesa. Anche noi rifletteremo su questo tema attraverso le sue varie dimensioni: teologica, catechetica e pastorale al fine di crescere come Chiesa e nell’impegno ministeriale. Questo il programma tematico di massima: Sacerdozio comune dei fedeli e sacerdozio ministeriale; Sacerdozio nell’Antico testamento; Sacerdozio nel Nuovo Testamento; Sacerdozio nei Padri della Chiesa; Sacerdozio nel Concilio di Trento e nella Riforma; Il sacerdozio nel Concilio Vaticano II; Il rapporto tra i fedeli laici e i sacerdoti, il Vescovo, negli organismi di comunione, secondo il diritto canonico; Magistero della Chiesa: La Pastores dabo vobis di Giovanni Paolo II; Il sacerdozio in Santa Veronica Giuliani; Il Santo Curato d’Ars e la sua comunità: un modello per l’oggi». L’intenso pomeriggio ha avuto il suo momento centrale nella celebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo che nell’omelia ha sottolineato l’importanza e la varietà di concretizzazioni del ministero della comunione. «Il ministro della comunione non può e non deve limitarsi (sarebbe riduttivo e mortificante) a distribuire la santa comunione nella messa – ha detto con forza Mons. Francesco Marinelli – ma ha il grande compito di essere la “longa manus” del parroco nella cura pastorale degli ammalati e degli anziani, il punto di raccordo tra i sacerdoti ed i parrocchiani; il tuto senza dimenticare che il ministro della comunione deve essere l’uomo della comunione all’interno della comunità cristiana». Durante la Santa Messa l’Arcivescovo ha conferito il mandato di «ministro della comunione» a cinque candidati provenienti dalle parrocchie di Fermignano (Maurizio Venturi, Diego Talozzi e Gianfranco Balduini) e di Urbania (Sabrina Ciaccio e Serena de Pellegrin) e lo ha rinnovato a quanti l’avevano già ricevuto. È grande la soddisfazione dell’Arcivescovo e dei collaboratori in quanto quest’iniziativa ha ormai raggiunto e coperto nei suoi incontri mensili zonali sostanzialmente tutte le parrocchie dall’Arcidiocesi, per un totale di circa 140 ministri; auspichiamo che il prossimo anno partecipino a questi incontri anche catechisti e animatori di comunità per rendere sempre più viva e ricca questa esperienza di incontro comunitario vicariale. Don Andreas Fassa
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