| Conclusione visita pastorale e consacrazione della Diocesi di Ancona-Osimo a Maria |
|
|
|
| martedì 30 giugno 2009 | ||||||||
|
Si è conclusa la Visita Pastorale alle 72 parrocchie della Diocesi Ancona – Osimo che l’Arcivescovo Mons. Edoardo Menichelli ha annunciato con la lettera <<Tenerezza di Padre e “missione” di Pastore>> il 9 luglio del 2006. In essa, tra l’altro, scriveva: “Dal profondo di me stesso desidero che questa Lettera rechi con sé il rispetto che porto verso tutti e l’affetto che nutro per ognuno. Vorrei riuscire a farvi sentire il timbro confidenziale che intendo dare a all’intera Visita Pastorale, e la forte corrente di familiarità sprigionantesi dal circolo virtuoso di un binomio che connota l’esistenza del Vescovo: fraternità e paternità”.
La visita pastorale è iniziata nel gennaio del 2007 dalla Parrocchia S. Maria Assunta di Filottrano e si è conclusa nella prima metà di questo mese di Giugno nella Parrocchia di San Giovanni Battista di Ancona. 71 parrocchie visitate (una ha chiesto di spostare la visita nell’autunno di questo anno). Dei due anni e mezzo, quasi uno, il Vescovo l’ha dedicato alle parrocchie, infatti, dall’inizio, sono trascorsi ben 914 giorni e 355, pari a 4,5/5 giorni a parrocchia sono stati dedicati “all’attento ascolto ed al consiglio generoso”. L’Arcivescovo ha incontrato tutti i consigli pastorali ed i consigli per le attività economiche delle parrocchie visitate, tutti i gruppi ed i movimenti presenti, i catechisti, i ministri straordinari dell’Eucarestia, i diaconi e quanti altri, a vario, titolo svolgono attività di volontariato, in primis le espressioni locali della Caritas. Molto tempo è stato dedicato alle scuole di ogni ordine e grado, al mondo del lavoro con la visita di fabbriche ed imprese di vario genere, da quelle commerciali a quelle artigiane. Una attenzione particolare ai lavoratori, agli anziani, ai disabili, ai malati nelle proprie abitazioni, negli ospedali e nelle case di cura. L’Arcivescovo ha incontrato i componenti i Consigli comunali dei 13 comuni della diocesi ed alcune espressioni democratiche in cui è organizzata la vita civile e sociale della nostra gente. Nella cerimonia conclusiva nel Duomo di San Ciriaco, Mons. Menichelli non ha voluto fare un bilancio di numeri, non ne ha citato nemmeno uno, il suo taglio è stato pastorale e con l’occasione ha consacrat la Diocesi e la città di Ancona a Maria che concludendo la sua omelia ha definito: “... da sempre discepola e maestra per la mia fede e lo spero tanto anche per la vostra”. “La visita pastorale è stata, - ha detto, tra l’altro, l’Arcivescovo nell’ omelia - per il Vangelo di Giovanni, un atto di fede in Gesù Cristo, una debole e balbettante imitazione di Lui Pastore buono e santo, un atto di obbedienza ecclesiale,un itinerario di conoscenza della nostra chiesa diocesana, un paterno incoraggiamento ad oltrepassare metodi e prassi pastorali che oggi sembrano appannate per intraprendere percorsi che nella realtà a Cristo Signore e alla Chiesa sappiano offrire all’umanità il dono della Verità, della salvezza e della misericordia che solo Dio dona”. Questa è la sua lettura pastorale del territorio diocesano: “Certamente diverso è il contesto spirituale ed ecclesiale sul territorio esso si presenta, diciamo così, a macchia di leopardo: ci sono zone pastorali con più radicamento religioso, si direbbe una fede di tradizione; altre sono toccate da una crisi di vangelo o di evangelizzazione; altre segnate da una stanchezza, tuttavia mosse da sussulti di spiritualità; un po’ dovunque c’è vivace l’impegno a contrastare una laicità laicista eccedente che spesso si fa regola di vita; lodevole, ovunque, è la prima evangelizzazione comunemente orientata ai sacramenti, impegnata la collaborazione dei laici in particolare quella dei catechisti; sapiente il generale apporto dei Consigli Pastorali e degli Affari Economici, da rileggere, con pastorale attenzione, il fatto celebrativo, sia nella forma spesso soggettivistica nei segni che l’arricchiscono, in particolare il canto, nell’aspetto misterico e sacro ci vorrebbe più silenzio e nel numero delle celebrazioni”. Quattro sono stati i punti che ha sottolineato dando altrettanti consigli:
1) LA PASTORALE – Va vista come educazione e via alla santificazione del popolo di Dio.
2) NON RIFUGGIRE DALL’UNICO INSOSTITUIBILE PROGETTO PASTORALE - Che è la Parola di Dio, sorgente del credere; l’Eucaristia e i sacramenti, nutrimento del credere; la Carità, testimonianza del credere.
3) LA COMUNIONE PASTORALE - Nessuna comunità diocesana o parrocchiale, nessuna esperienza ecclesiale ha titolo di eccellenza, ne può pensare di definire le regole della salvezza.
4) IL RAPPORTO CON IL MONDO – Sappiamo bene, carissimi, che tutti ci criticano, ma tutti ci tirano di qua o di là, quasi pensandoci un vantaggio di parte e anche di recente è successo questo.
Io vorrei che fossimo tutti convinti, che i cristiani sono visibili e non si possono esimere dallo stare nella comune storia del mondo”. Al termine della cerimonia ha donato a tutte le parrocchie una patena ed un calice in terracotta con i distintivi della diocesi che vanno a completare la pisside che aveva già consegnato ad ogni parroco alla fine di ogni singola visita pastorale. Marino Cesaroni Addetto stampa
Arcidiocesi Ancona-Osimo
Powered by !JoomlaComment 3.26
![]() 3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved." |
||||||||
| < Prec. | Pros. > |
|---|










Rete dei Cammini Lau...
Via Lauretana Senese-Aretina - Ai Gen...
Ludovico Seitz e la ...
ludovico seitz - buon giorno mi chiam...
Un restauro dedicato...
Organo restaurato - Esprimo le più vi...
“Scientia Crucis – E...
appuntamenti - Sarebbe bello ci fosse...
Vicini scomodi
Vicini scomodi - Falconara non è come...
Inizia l'attività ME...
musical in maniche di camicia - salve...
I beni delle Confrat...
Dove posso trovare notizie sulla sopp...