| 18 Ottobre: Giornata missionaria mondiale |
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| venerdì 16 ottobre 2009 | ||||||||
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L'intervista in formato .mp3 condotta da Silvio Vitelli
a suor Maria Lucia del
monastero di clausura di Santa Maria Maddalena, a Serra De' Conti (AN). La realtà di un monastero e i suoi contatti con il mondo, il progetto missionario delle suore Clarisse e la missione evangelizzatrice della Chiesa.
File con l'intervista a suor Maria Lucia (durata, 3:41. Dimensioni: 1,68 MB)
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Le interviste possono essere trasmesse o pubblicate, purché siano citati la fonte e l'autore. silviovitelli.altervista.org
Testo dell'intervista
Benvenuti a questo primo appuntamento con una nuova serie di interviste su chiesamarche.org .
Il prossimo 18 Ottobre si celebrerà l’83a Giornata Missionaria mondiale e proprio di missioni parliamo con il primo nostro ospite, in collegamento telefonico: suor Maria Lucia, del Monastero di Clausura di Santa Maria Maddalena che si trova a Serra De’ Conti in provincia di Ancona. Buongiorno e benvenuta.Buongiorno, pace e bene.Suor Maria Lucia, vogliamo intanto sfatare una credenza diffusa secondo cui un monastero di clausura ha contatti minimi con il mondo esterno e quasi non partecipa alla vita e ai progetti che la Chiesa porta avanti nel mondo, benché meno a quelli di tipo missionario?Ecco, già il fatto stesso che siamo in un’intervista radiofonica è segno che anche noi di clausura ci teniamo ad avere relazioni e comunicazioni con il mondo. Tramite la stampa, o anche per posta e per telefono, entriamo in contatto con tante persone. Tanto più poi le sorti della Chiesa, che è nostra madre, ci stanno davvero a cuore e le seguiamo con interesse.Anche a livello missionario la vostra esperienza, in particolare quella del vostro ordine, quello delle Clarisse, vive un progetto di questo tipo.Certamente, innanzitutto con la nostra preghiera. Ma poi anche il nostro ordine di Clarisse, che è il secondo ordine francescano, è aperto alle missioni ad gentes, andando a fondare proprio in terra di missione, là dove la Chiesa ci “chiama” in un certo senso. Ultima fondazione del nostro ordine è in Romania. Si va veramente portando il vangelo a quel popolo. E poi si vive concretamente il Vangelo in fraternità. Ricordiamo infatti che per esempio i patroni delle missioni sono san Francesco Saverio e Santa Teresa del Bambin Gesù: mentre il primo è stato un grande viaggiatore, soprattutto in Oriente, Santa Teresa era una carmelitana e non ha mai abbandonato il suo monastero nel quale tra l’altro è entrata giovanissima.Infatti è proprio così. E siamo grate alla Chiesa per aver scelto proprio una carmelitana, una claustrale come patrona delle missioni. Questo sta proprio ad indicare come la Chiesa ha bisogno del cuore, che anima dal di dentro la missione.La clausura oggi può per certi versi essere considerata ancora attuale in un mondo in cui persone, popoli, si fondono e si muovono sempre di più?È vero, in un certo senso siamo un po’ come anacronistiche e molti ci criticano, pensando che noi siamo qui per una nostra perfezione, per una nostra salvezza. Ma non è così. In realtà noi innanzitutto siamo un segno che richiama al nutrire l’amore e il senso che si dà a ogni azione che riempie la giornata. E poi su questa positività della società attuale, della cultura attuale, per cui si tende tanto all’unità, la clausura è ugualmente un segno anticipatore, perché accoglie al suo interno tutti, non soltanto i cristiani, ma anche gli atei, anche le persone che credono in altre religioni. La clausura, inoltre, con la preghiera non ha confini, davvero raggiunge tutti.Grazie allora al Monastero di Santa Maria Maddalena di Serra De’ Conti.Grazie a voi, pace e bene.
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