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La Chiesa si stringe attorno ai suoi monasteri PDF Stampa E-mail
lunedì 23 novembre 2009
pro_orantibus1.jpgURBINO. Il 21 novembre, da 55 anni, per volere di papa Pio XII viene celebrata la giornata pro orantibus per la vita contemplativa claustrale. La nostra Arcidiocesi ha dal Signore il dono di circa un centinaio di monache distribuite in ben 6 monasteri, luoghi dove il grido silenzioso del primato di Dio si fa presenza, pur nella diversità dei carismi: le agostiniane in Urbino, insieme alle sorelle di Santa Chiara; in Urbania le benedettine del monastero di Santa Maddalena e le sorelle di Santa Chiara al Colle dei Cappuccini; le Serve di Maria a Sant’Angelo in vado e le clarisse cappuccine a Mercatello sul Metauro. 
In chi ha poca familiarità e amicizia spesso sorge una domanda: «A cosa servono i monasteri, e perché qualcuno sceglie questa via?». Per chi invece ha modo di partecipare alle loro iniziative ma soprattutto di sperimentarne il carisma, si apre la scoperta che il monachesimo costituisce per tutti i cristiani una memoria di ciò che è essenziale: il primato della vita battesimale è cercare Cristo e «nulla a Lui anteporre», come recita la Regola di San Benedetto.
Clausura evoca grate, chiusura ed isolamento, ma invece è luogo di relazione e di comunione. Per comprendere la loro scelta di vita occorre fare, come ci invita spesso il nostro Arcivescovo, esperienza educativa di contemplazione, dove si apprende lo sguardo alto sulle cose, il silenzio, la lectio divina, dove ci si educa alla libertà vera e alla vera dignità e gratuità.
Mons. Francesco Marinelli ha dato in questi anni tre direttive pastorali perché il nostro popolo di Dio possa conservare nel suo cuore in un recinto di verità e di speranza ciò che Dio ha operato in noi: la visita dei cresimandi ai monasteri, affinché imparino a mettere al centro la bellezza di una presenza; ai ministri della comunione è chiesto di vivere nel corso dell’Anno Pastorale almeno due giorni di ritiro presso uno dei nostri monasteri per imparare il gusto della continua; alle monache della nostra Arcidiocesi è chiesto di essere «mani imploranti» per le vocazioni. Questa giornata susciti in noi il desiderio di incontrarle e di intessere con loro, polmoni verdi della speranza, amicizia e familiarità.

Salvatore Amico

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Salmo(Sal 105)
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VangeloMc 8,1-10
Mangiarono a sazietà.

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