| Una nuova promenade museale |
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| giovedì 26 novembre 2009 | ||||||||
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Nell’ultimo numero della prestigiosa rivista “CHIESA OGGI architettura e comunicazione” (fondata nel 1991 con lo scopo di colmare il grande vuoto d'attenzione progettuale e di comunicazione esistente in questo campo fra i committenti e i progettisti, gli architetti e gli artisti) è stato pubblicato un articolo dedicato al Museo Diocesano di Pesaro e ai mosaici della Cattedrale, dal titolo “Le radici nel pavimento musivo”.
Un contributo corredato da stupende illustrazioni, che mette in risalto il valore di uno dei patrimoni religiosi e artistici più preziosi della nostra Arcidiocesi, diffondendone la conoscenza non solo nel mondo ecclesiastico, ma anche in quello della cultura e della progettazione. Dopo una descrizione iniziale del settecentesco Palazzo Lazzarini che ospita il Museo, viene ripercorso l’itinerario museale attraverso le belle sale a volta nelle quali sono ambientate la sezione archeologica e la sezione storico-artistica, con l’illustrazione per aree tematiche degli oggetti che vi sono esposti. Dal Museo il discorso si estende poi a tutto il cosiddetto “Polo museale della Cattedrale”, caratterizzato principalmente dai due sovrapposti tappeti musivi ritrovati sotto la pavimentazione del Duomo. Come ha recentemente affermato Mons. Ravasi “I musei ecclesiastici possono offrire un valido strumento per la catechesi e la promozione della cultura cristiana…presentano la bellezza generata dalla fede cristiana, eloquente descrizione della vitalità e creatività della comunità”. L’aspetto più interessante dell’articolo, comunque, risiede nella esplicitazione grafica della promenade museale progettata dallo Studio di Architettura Magi & Boccarossa di Pesaro: si tratta di un percorso sotterraneo che dovrebbe collegare tra loro il Museo, il sagrato della Cattedrale (dove si ammirerebbe il mosaico più antico del IV-V secolo) e un’area adiacente nella quale verrebbe spostato il mosaico superiore del VI secolo, che sarebbe reso facilmente visibile da un camminamento pensile trasparente, sovrastante il livello musivo. L’ipotesi è indubbiamente molto allettante: permetterebbe, innanzitutto, di accedere a un complesso di beni culturali di altissimo valore artistico, altrimenti scarsamente fruibili; potrebbe inoltre arricchire il tessuto urbano della città e valorizzare il centro storico, gravato, come tutti sappiamo, da numerosi problemi. La Chiesa che è in Pesaro, dunque, fa proprie le parole che il Papa Benedetto XVI ha ripetuto recentemente nel suo discorso agli artisti: la “via pulchritudinis” è un percorso privilegiato e affascinante per avvicinarci a Dio”. Falciasecca Gabriele
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