| « I media mettano in evidenza anche la rinascita spirituale » |
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| sabato 02 gennaio 2010 | ||||||||
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«Proprio i giorni che sono stati difficili, che ci hanno tormentato e impaurito, i giorni che ci hanno lasciato una traccia di amarezza, oggi non li vogliamo lasciare dietro di noi prima di essere grati anche per essi e di aver confessato umilmente: “Egli ha fatto bene ogni cosa” (Mc 7,37)». Con queste parole incisive il Vescovo Mons. Armando Trasarti – evidenzia il Portavoce don Giacomo Ruggeri – ha offerto il messaggio di fine anno del Te Deum nella Cattedrale di Fano, 31 dicembre alle ore 18. Il Vescovo – prosegue don Ruggeri – ha fatto presente come «i giorni e i mesi passati non li dobbiamo dimenticare, ma superare. Questo avviene tramite la gratitudine. Non dobbiamo sciogliere l’enigma irrisolto del passato e cadere in un tormentoso rimuginio, ma lasciar stare l’incomprensibile e riconsegnarlo pacificamente nelle mani di Dio. Questo avviene tramite l’umiltà. Bisogna fare un altro passo. Non basta guardare indietro; dobbiamo guardare avanti. E non solo con i programmi per il nuovo anno, e non certo con oroscopi fantastici sull’avvenire; ma piuttosto con lo sguardo al disegno essenziale della nostra vita proiettata nel futuro, sia temporale, sia eterno, quale la nostra fede ci annuncia, anche se, durante questa vita mortale, solo in penombra come dice San Paolo (1 Cor 13,12)».
Davanti ai fedeli radunatesi per il ringraziamento di fine anno il Vescovo – fa presente il Portavoce – ha invitato all’ottimismo, alla speranza con un occhio particolare anche ai media. «Sforziamoci per non lasciarci invadere da una visione pessimistica dell’avvenire, focalizzandoci sulle cattive notizie. Nel momento in cui la fede sembra scomparire in molte società, rinasce una attesa spirituale. Numerosi sono coloro che non possono credere che Dio li ama personalmente. Per alcuni la fiducia in Dio è resa impossibile dal peso di troppe prove. Sta a noi scoprire le parole giuste e semplici per rendere accessibile agli altri la fede che ci fa vivere. Dio ci chiama a trasformare il mondo, con grande ambizione ma anche con profonda umiltà. Lasciamo che Cristo risorto cambi il nostro cuore, lasciamo che lo Spirito Santo ci conduca al largo per avanzare con coraggio verso il futuro. Rallegriamoci della sete che Dio ha posto in noi! Essa dona uno slancio a tutta la nostra vita». Messaggio di inizio anno alla città e alla DiocesiAd inizio anno 2010 il Vescovo Trasarti – prosegue il Portavoce don Ruggeri – nel suo messaggio alla Diocesi e alla città di Fano, offre tre punti cruciali. «Per i cristiani il tempo è sacro, da quando Dio lo abita. Il tempo, la storia, la mia storia, non è una serie di avvenimenti che si susseguono senza senso. I segni che il Vangelo imprime nella storia perché ogni uomo in ricerca possa trovare la strada sono:- il perdono, con la carità fraterna per vincere il male. Il sospetto, il risentimento, la contraddizione del peccato rovinano anche le relazioni più care; il Padre misericordioso risponde con l’amore e il suo perdono diventa fonte di vita, via di liberazione. - la restituzione, con la nuova condivisione dei beni per una giustizia vera. Il rapporto difficile con i beni economici rovina le relazioni con il rischio dell’avidità e della cura egoistica dei propri interessi. L’incontro con Gesù porta alla conversione dal primato dei beni materiali a quello del Bene massimo, con la restituzione e la condivisione che supera il dovuto, per una economia di salvezza. - la Chiesa, per essere nella storia segno di Dio-con-noi, del Cristo risorto. Tutti i battezzati sono chiamati ad essere testimoni della vita nuova, con parole e gesti di carità che generano la fede». Il primo gennaio da molti anni è dedicato alla riflessione e alla preghiera per la pace. «Il pacifismo cristiano – tiene a precisare il Vescovo – non è una moda da cavalcare, un atteggiamento istintivo, ma la scelta consapevole di chi ha incontrato la pace profonda che solo l’amore di Dio può dare. “Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” è il tema del messaggio del Papa nella giornata della pace 2010. Tre punti di base: - Il rispetto del creato rivesta grande rilevanza, anche perché la creazione è l’inizio e il fondamento di tutte le opere di Dio e la sua salvaguardia diventa oggi essenziale per la pacifica convivenza dell’umanità. - Come rimanere indifferenti di fronte alla problematiche che derivano dai fenomeni quali i cambiamenti climatici, la desertificazione, il degrado e la perdita della biodiversità, l’aumento di eventi naturali estremi, il disboscamento delle aree equatoriali e tropicali? - Come trascurare il crescente fenomeno dei cosiddetti “profughi ambientali”: persone che a causa del degrado dell’ambiente in cui vivono, lo devono lasciare per affrontare i pericoli e le incognite di uno spostamento forzato? Come non reagire di fronte ai conflitti già in atto e a quelli potenziali legati all’accesso alle risorse naturali? Messa di Natale in carcere
In entrambi i messaggi di fine e inizio anno il Vescovo ha rievocato l’incontro annuale con i detenuti della Casa circondariale di reclusione a Fossombrone, la mattina di Natale alle ore 8. Il Vescovo – rende noto don Ruggeri, suo Portavoce – ha posto l’accento su tre punti.
1) Il primo. I pastori erano persone al tempo di Gesù che erano ai margini, erano coloro che non contavano nella società, quasi come degli scartati. Ebbene – ha detto il Vescovo nel rivolgersi ai detenuti – voi siete come i Pastori, ai quali Dio si rivela, dono loro la primizia del suo incontro con lui. 2) Il secondo passaggio è stato il seguente: nella vita bisogna amare gli imperfetti, coloro che sbagliano, perché la scelta di Gesù e della Chiesa. Bisogna temere di essere perfetti. Dinnanzi all’imperfezione si rimane stupiti, meravigliati. Il Vescovo poi ha citato il Presepe celtico, dove si trova un personaggio denominato “meravigliato”, e che nella tradizione di Napoli prende il nome di incantato. Grazie a voi, ha detto il Vescovo ai detenuti – riferisce don Ruggeri – noi rimaniamo meravigliati delle opere che Dio compie e continua ad operare in voi. 3) Terzo passaggio, infine, il Vescovo lo ha preso dalle bellissime Icone bizantine, dove viene raffigurata la Madonna che depone Gesù in una bara, non nella mangiatoia. Al posto delle fasce vi sono le bende, che annunciano e rimandano alla Pasqua di Cristo. Nota curiosa e di particolare affetto è stato il gesto di un detenuto che ha dato in dono al Vescovo Trasarti una macchina Ferrari in cartone. Nella sua cella la realizzata in questi mesi, proprio in vista di questo incontro annuale (duplice: Natale e Pasqua), al quale il Vescovo tiene particolarmente. Nella S. Messa hanno concelebrato don Guido Spadoni, cappellano del carcere da undici anni e dal Diacono Fabio Bilancioni, quale insegnante di religione all’interno della Casa di reclusione.
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