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Presepe Vivente di Pievefavera: il nostro Natale PDF Stampa E-mail
martedì 19 gennaio 2010
Grazie a Dio anche la XVI edizione del presepe vivente di Pievefavera di Caldarola (MC) si è svolta bene e grazie alla generosità di tanti. I bambini, che ormai da anni ricevono ricavato delle offerte, non attenderanno invano.
Sabato 26 dicembre la pioggia caduta per tutto il pomeriggio aveva reso la rappresentazione veramente difficile. I figuranti e i visitatori avevano risposto con grande generosità.
 
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Domenica 3 gennaio, con il bel tempo, l’atmosfera è stata veramente quella delle migliori. Tantissimi figuranti hanno risposto al richiamo mettendo la loro presenza al servizio di chi aveva bisogno. Veramente incontenibile è stata la presenza dei visitatori, fra questi, a sorpresa, si è avuta la presenza del ministro della funzione pubblica Renato Brunetta.
 
pievef10_1.jpg

 
Il ministro era in zona fin dal mattino in quel di Belforte del Chienti e del castello di Vestignano di Caldarola, ove aveva fatto pranzo. Al termine della visita è stato accolto dal sindaco Mauro Capenti e dal suo vice Rita Staffolani ed altre autorità locali. Ha dichiarato alla radio diocesana di essere rimasto entusiasta del presepe vivente di Pievefavera sia per il percorso all’interno del castello tuttora abitato come per le genuinità dei figuranti. Dal confronto con altre manifestazioni simili visitate nei giorni passati, ha concluso che solo a Pievefavera ha trovato l’angolo più bello dell’Italia con le sue tradizioni religiose. Come tutti i visitatori ha concluso la sua visita in chiesa, accolto dal parroco d. Vincenzo Finocchio. Questi in breve gli ha illustrato la storia della chiesa e del castello al cui interno si trova l’ex chiesa parrocchiale di Pievefavera.
 
pievefavera_1.jpg
 
Il presepio è stato allestito all’interno delle tre cinte murarie. Si sale lungo la tortuosa via che attraversa le tre porte. All’entrata di case o di androni sono rievocati arti e mestieri di un borgo medioevale con spontaneità e semplicità.
Una singolarità questo anno era la presenza di due asinelli nella grotta. Il motivo era che i due asinelli erano la madre con il figlio, che non potevano essere separati.
 
pievefav1_1.jpg
 
 
Il comitato organizzatore è davvero soddisfatto del risultato ottenuto e di ciò vuole ringraziare tutti partendo da chi si è prestato con dedizione alla realizzazione degli allestimenti, per poi passare ai tantissimi figuranti (circa 200), alle forze dell’ordine, ai volontari della protezione civile, alla Croce rossa, all’amministrazione comunale e a tutti i visitatori, che generosi come non mai, hanno consentito di raggiungere un risultato caritativo davvero strabiliante.
 
pievefpresepe_1.jpg

 
Come ogni anno le offerte verranno ripartite per sostenere le opere dei missionari originari di Caldarola quali padre Filiberto Corvini, in Sierra Leone, o dei compianti don Francesco Vitali con il progetto “I bambini di don Francesco” in Perù e di don Adalberto Galassi. Ma sostegno è dato anche a don Edgar Mbegu, che per anni è stato parte della comunità di Caldarola ed ora svolge la sua missione nella sua terra in Tanzania. Inoltre il Comitato ha sempre sostenuto, tramite il servizio missionario di Tolentino (Ser mi t); bambini in India con adozioni a distanza.
 
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Anche quest’anno, nell’ultima scena del presepe, si è voluto dare evidenza alle opere sostenute dalle offerte, con molte immagini provenienti da questi paesi lontani e in entrambi i giorni abbiamo avuto la fortuna di poter avere con noi Vittorio Galassi, che cura le opere del fratello missionario defunto. Questi ha potuto testimoniare direttamente le opere da lui svolte.
 
pievef2_1.jpg

 
Ma a Pievefavera il presepe vivente ha anche un’altra peculiarità. Tutta la sacra rappresentazione è finalizzata alla santa messa, presieduta quest’anno dal nuovo parroco don Vincenzo.
Per tutti è una vera gioia sapere che con poco sacrificio e tante preghiere molti bambini nel mondo potranno ricevere il segno vero del nostro Natale.
Fin dallo scorso anno l’entusiasmo di tutti era veramente alto e sembra talmente inesauribile da far dire ora a tutti: “Il prossimo anno faremo …”.
 
 
Loredana Camacci Menichelli

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