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Festa di Sant'Antonio Abate PDF Stampa E-mail
sabato 23 gennaio 2010
URBINO. Sabato 16 gennaio è stata celebrata con grande solennità la festa di Sant’Antonio Abate. Uno stretto legame ha la città di Urbino con questo santo erigendo in suo onore una chiesa dapprima presso il Mercatale insieme a san Rocco, successivamente accanto alla chiesa di Sant’Agata nel cuore della città, istituendo in quel momento la confraternita poi unita a quella di san Giovanni. Il suo culto è stato sempre per gli urbinati segno di devozione viva, cogliendo la grande levatura spirituale di quest’uomo che Sant’Atanasio chiamava “Padre e maestro della vita monastica”.
Nasce nel 251 in Egitto da ricchi genitori cristiani; rimasto orfano all’età di 20 anni, divise l’eredità con la sorella e diede la sua parte ai poveri. Questo rivela il primato della carità quale profezia che salva.
La benedizione del pane richiama questa dimensione spirituale e umana, illuminando tutto il significato teologico. Il pane è segno di condivisione: infatti Antonio fu padre dei poveri, servo degli ultimi e la sua memoria continua a brillare, proprio perché intimamente legata a questa tradizione.
La partecipazione numerosa dei fedeli mette in evidenza il desiderio vibrante di una città che vive la solidarietà; infatti molti sono coloro che, prendendo il pane, lo portano agli ammalati e agli anziani. La confraternita, con questa solennità, continua nel tempo a richiamare l’esigenza della carità come gli antichi statuti scrivevano. La festa di sant’Antonio ancora una volta è per Urbino, non solo una tradizione, ma una memoria che suscita la domanda di fedeltà a Cristo.

Salvatore Amico 

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Mangiarono a sazietà.

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