| Lettera di Mons. Coccia alle famiglie |
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| mercoledì 10 febbraio 2010 | ||||||||
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“La famiglia luogo dell’educazione alla fede” è il tema della Lettera che l’Arcivescovo di Pesaro, S. E. Mons. Piero Coccia, ha inviato alle famiglie in occasione dell’imminente inizio della benedizione pasquale delle case.
Educare alla fede, come è stato sottolineato più volte dal Pontefice Benedetto XVI e dai Vescovi Italiani - che ne hanno fatto il tema dominante degli Orientamenti pastorali per il prossimo decennio - è diventato oggi un’ “emergenza”, perché “è così aumentata l’offerta di proposte e di stimoli per il giovane, che egli, prima ancora di percepirne il valore, si trova di fronte a innumerevoli modelli di vita e di comportamento”. Alla questione educativa pertanto (a cui è strettamente connessa l’educazione alla fede) l’arcidiocesi di Pesaro sta riservando particolare attenzione: un Convegno sul tema ha aperto l’anno pastorale; sono stati promossi incontri cittadini con illustri personalità, quali il prof. Pierpaolo Donati dell’Università degli Studi di Bologna; la stessa Visita pastorale, che Mons. Piero Coccia sta conducendo dal febbraio 2009, è importante occasione di dialogo con il mondo dei giovani e con i luoghi educativi della famiglia e della scuola. La Lettera dell’Arcivescovo, quindi, non giunge inaspettata nel cammino che la comunità ecclesiale pesarese sta percorrendo; questa volta sono le famiglie più direttamente chiamate in causa, essendo le prime “responsabili della vita dei loro figli, compresa la vita nella fede”. A loro mons. Coccia ricorda che l’educare è un’esperienza “integrale”, che deve coinvolgere “tutte le dimensioni della persona” (compreso il suo cuore assetato di felicità, ma incapace di trovare appagamento nel mondo) e deve introdurre il giovane a “tutta la realtà”, senza censurarne gli aspetti più dolorosi e drammatici. Ecco perché l’educazione non può fare a meno di affrontare la “questione religiosa”, la domanda sul “significato ultimo” della realtà: è l’insoddisfazione del cuore umano, l’incompiutezza della vita che lo esigono. La Chiesa è chiamata a testimoniare che l’avvenimento di Cristo è la risposta vera al desiderio di felicità del cuore e che educare non significa soltanto impegnarsi “ad arginare fenomeni socialmente degradanti” o proporre “valori etici più o meno condivisi”. L’Arcivescovo inoltre, dopo aver sottolineato quanto peso abbia nella proposta educativa l’autorità (da “augere”= far crescere), cioè “la persona che documenta all’educando, in modo concreto e personale, la possibilità di compiersi integralmente”, richiama le famiglie a “educare alla fede con la testimonianza credibile di un vissuto ispirato dall’avvenimento di Cristo”, fatto di “comportamenti e scelte di vita autenticamente cristiani, partecipazione alla vita della comunità, esperienza condivisa dell’Eucaristia domenicale, debito spazio alla preghiera comune”. “Di questa gioiosa esperienza di testimonianza - conclude S. E. Mons, Coccia - i nostri giovani hanno bisogno”. Paola Campanini Ufficio Comunicazioni Sociali, Cultura e Stampa Via Rossini, 62 61100 Pesaro Tel. 0721 30043 Fax 0721 32422 E-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
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