| L'8 Marzo dal monastero: Camilla Battista Varano |
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| venerdě 05 marzo 2010 | ||||||||
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Chiesamarche ricorda la corregionale Camilla Battista Varano a pochi giorni dalla Festa della donna.
Silvio Vitelli
ha intervistato Suor Laura Cristiana, dal monastero delle Sorelle Povere di Santa Chiara (Camerino). Con lei ripercorriamo la storia della futura santa, la sua umanità ed il suo amore per Cristo: « una donna che non si è mai accontentata né di compromessi, né di mezze misure ».
File con l'intervista a suor Laura Cristiana (durata, 5:07. Dimensioni: 2,34 MB)
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Le interviste possono essere trasmesse o pubblicate, purché siano citati la fonte e l'autore. silviovitelli.altervista.org
Testo dell'intervista
8 Marzo, Festa della Donna, anche chiesamarche.org vuole esprimere il suo augurio al gentil sesso per questa ricorrenza e lo fa naturalmente a modo suo. Ricordiamo una corregionale vissuta a cavallo tra il 1400 e il 1500, talmente straordinaria da essere stata annoverata tra i santi della Chiesa Cattolica proprio pochi giorni fa da Benedetto XVI: stiamo parlando di Santa Camilla Battista da Varano, monaca dell’ordine di Santa Chiara. Per parlarne insieme, è collegata con noi suor Laura Cristiana, proprio una clarissa del monastero delle Sorelle Povere di Santa Chiara che si trova a Camerino.
Buongiorno e benvenuta.Buongiorno a voi e pace e bene a tutti.Suor Laura Cristiana, intanto le fa un po’ effetto sentir parlare di Santa Camilla? Eravate abituati a chiamarla beata.Sì, l’effetto è veramente grande, ci sarà da fare una rieducazione! Però quello che ci riempie di gioia è vedere come questo “passaggio” di nome ci ricorda che Camilla è una persona viva, non è una persona del passato, ma una persona che ha tanto da dire ancora oggi e questo è una gioia e un entusiasmo grande.Ci vuole raccontare brevemente la vita di questa sua sorella?Sì, Camilla è vissuta nel periodo del Rinascimento: nasce nel 1458 e morirà nel 1524. Lei era una principessa, figlia di Giulio Cesare da Varano, il principe di Camerino, però era una figlia illegittima. Nonostante questo lei viene accolta a corte e vive e cresce come una principessa: una vita di corte in cui lei si tuffa pienamente, raccontando che trascorreva la maggior parte del suo tempo in feste, balli e danze. Poi, però, il Signore ha sempre il suo “però” e con lei intesse una storia d’amore magnifica chiamandola ad entrare in monastero. Ovviamente lei come spesso accade assolutamente non voleva aderire a questa proposta del Signore e ingaggia con Dio una lotta, una lotta tremenda, furibonda, « fino a quando un giorno – lei racconta – entrando in preghiera, contro di me la mia volontà disse: “mi fido di te, Signore” ». Allora lei entra nel monastero di Urbino, dove si viveva la radicalità della Regola di Santa Chiara all’epoca e poi dopo alcuni anni il padre di Camilla per farla tornare a Camerino fa costruire per lei il monastero in cui noi ancora oggi viviamo. Lei quindi si trasferisce qui e rimarrà qui a Camerino fino a quando purtroppo un evento triste si abbatte sulla città: Cesare Borgia per mettere le mani sul Ducato di Camerino fa uccidere tutta la famiglia di Camilla. Lei stessa è costretta a scappare in esilio e rimarrà in esilio fino a quando il papa Giulio II, sistemata la situazione politica, la richiama nella città di Camerino. Qui si stabilisce insieme alle altre sorelle, dove rimarrà fino alla morte.Qual è l’episodio, o la serie di episodi, o gli elementi che ne hanno determinato la santità?Lei sicuramente da grande innamorata di Cristo quale era ha vissuto una vita eroicamente evangelica. La capacità di perdonare tutti quelli che le hanno trucidato la famiglia è stata un segno importantissimo. Tutte le visioni, le estasi mistiche che lei ha avuto, sono state anche queste un segno. Sono tutte cose che sono state mano a mano riscoperte nel tempo anche in particolare attraverso una serie di interventi che sono stati fatti qui, di convegni, di incontri in monastero proprio in vista di questa riapertura del processo della canonizzazione e questo riconoscimento universale della sua santità.Abbiamo iniziato l’intervista con gli auguri alle donne per questo 8 Marzo, un augurio che intanto io stesso voglio estendere anche a tutte voi del monastero.Grazie.Camilla è stata una donna, una donna davvero straordinaria. Può essere il suo messaggio un augurio per questa ricorrenza?Penso che lei, che è una figura di donna eccezionale, perché di donna in pienezza che non si è mai accontentata né dei compromessi né delle mezze misure, ha tanto da dire alle donne di oggi. Proprio perché lei aveva tutto, ma per amore ha saputo lasciare tutto, questo veramente l’ha resa capace di un amore così grande che le ha dato la possibilità di una fecondità che ha attraversato i tempi. Penso che ci dice che noi donne possiamo essere un punto di riferimento importante oggi semplicemente se sappiamo fare dell’amore il nostro punto di forza, e della capacità di essere donne di pace, di perdono, la nostra vera bellezza, il nostro profumo, quello che fa girare la testa. Allora questo penso che sia il messaggio che Camilla consegna oggi a tutte le donne.Grazie a suor Laura Cristiana e ancora auguri.
Grazie a voi, e auguri a tutte le donne.
Tornate a visitarci anche nelle prossime settimane, perché sarà protagonista un altro grande marchigiano nella storia della Chiesa, tra l’altro vissuto proprio nello stesso periodo di Santa Camilla: stiamo parlando di Padre Matteo Ricci. Per questo appuntamento siamo invece arrivati alla fine.
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