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La testimonianza di Claudia Koll PDF Stampa E-mail
lunedì 08 marzo 2010
Ancona – “Il suo esempio e percorso di vita testimonia che Dio fa miracoli”. Con queste parole l’Arcivescovo Edoardo Menichelli ha salutato e ringraziato l’attrice Claudia Koll, al termine della sua toccante testimonianza di fede, Giovedì 4 Marzo. È stato un vero e proprio bagno di folla. Cattedrale gremita, con gente in piedi mezzora prima dell’inizio (attratta dalla curiosità del personaggio), per l’incontro-testimonianza con questa attrice diventata, in seguito alla sua conversione spirituale, un vero e proprio spot dell’amore per il Signore, i poveri ed i bisognosi. La sua, in occasione degli eventi creati per la presenza di Santa Teresa del Bambino Gesù in cattedrale, è stata una testimonianza semplice e toccante allo stesso tempo, una vera e propria omelia ed un esempio di come la fede possa cambiare la vita delle persone. “Oggi che la parola amore è sempre più male usata – ha detto ancora l’Arcivescovo –, il suo esempio, la sua semplicità, la sua fede ed amore verso il prossimo sono un grande esempio. Ritorni presto ad Ancona, magari a parlare con i giovani, mantenendo sempre la sua grande umiltà. Di solito – ha concluso – le attrici sono sempre truccate e rifatte: lei à bella cosi, dentro e fuori”. Ed ha concluso con un aneddoto: “siamo stati a pranzo assieme ed al termine  le ho chiesto se voleva riposarsi un po’ prima di andare a questo incontro. La risposta è stata: no, grazie, ora vado in chiesa, a pregare”.
Senza un filo di trucco, semplice, con un sorriso accattivante e con gli occhi pronti a brillare di gioia quando ha parlato di alcuni momenti della sua conversione, dei progetti di solidarietà che sta portando avanti in Africa con la sua associazione “Le opere del padre”, e quando ha presentato Jean Marie il ragazzo di colore che ha portato con lei in Italia per curarsi, Claudia Koll ha raccontato la sua vita. “Avevo successo, soldi, fama ma dentro di me mi mancava qualcosa – ha ammesso. Quel qualcosa è l’amore del Signore che ho ritrovato poco a poco da 8-9 anni a questa parte tramite diversi episodi personali che mi anno toccato il cuore e che mi hanno fatto capire il vero valore della vita. Per il mio lavoro vivevo con una maschera. Ho attraversato momenti di disperazione ma alla fine, aiutata anche dall’esempio di Santa Teresa che per me è diventata come un’amica ed una confidente, ho trovato il Signore, il gusto di aiutare gli altri, quando mi sono trovata a pregare con un crocefisso in mano, io che vivevo in peccato mortale. Da quel momento la mia vita è cambiata. Ora posso vivere e respirare, ho conosciuto la chiesa, la S. Messa e l’eucarestia, che ha fortificato il mio corpo. Amo gli altri, convinta che l’amore ricevuto va donato. Ho conosciuto la triste realtà dell’Africa, accettando di diventare testimonial dei missionari salesiani, e mi sono buttata anima e corpo per aiutare soprattutto i bambini, gli orfani, i malati. Ora accetto solo lavori che mi piacciano e spesso distribuisco il ricavato ai poveri, davanti le chiese. Ho capito – ha concluso con il suo sorriso dolce e disarmante – che dobbiamo dare a chi non ha niente. Ho un debito con l’Africa  lì porto i nostri giovani a fare volontariato. Il Signore mi ha fatto il dono di cambiarmi la vita, di capire che sbagliavo e che sprecavo la mia esistenza. Ho conosciuto tante storie di malattia e povertà che hanno trasformato il mio cuore di pietra”.

Roberto Senigalliesi

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