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Il convegno sull'Ecumenismo ad Ancona PDF Stampa E-mail
lunedì 08 marzo 2010
Ancona – Una tre giorni dedicata all’ecumenismo. A come migliorare i rapporti fra cattolici ed ortodossi e fare in modo, dalle parole di Gesù, a che i cristiani siano una cosa sola. Questo, in sintesi, il senso del Convegno sull’Ecumenismo, svoltosi al ridotto delle Muse con la partecipazione di circa 250 delegati diocesani di tutte le diocesi d’Italia. Un’inaugurazione a cui hanno preso parte il presidente della Regione Gianmario Spacca, il sindaco Fiorello Gramillano, e l’Arcivescovo di Milano Cardinale Dionigi Tettamanzi, oltre all’Arcivescovo di Ancona-Osimo Edoardo Menichelli che, in precedenza, si erano portati in cattedrale per accogliere l’urna con le reliquie di Santa Teresa di Gesù Bambino che saranno esposte ai fedeli fino a venerdì mattina.
A livello religioso ci sono stati gli interventi di don Gino Battaglia, Direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo della Cei, del protopresbitero ortodosso Serafim Corallo, di Mons. Vincenzo Paglia e Mons. Siluan, Vescovo della chiesa romena in Italia. La relazione introduttiva è stata svolta dal Cardinale Dionigi Tettamanzi che, dopo aver parlato di Ancona come a lui particolarmente cara essendone stato Arcivescovo per alcuni mesi, si è augurato che i cristiani si “uniscano a riscoprire per l’oggi il senso di una comune attesa della venuta del Signore”. Tra i saluti istituzionali quelli di Gianmario Spacca, che ha ricordato come già Ancona sia sede dei ministri degli esteri dei paesi che s’affacciano sull’Adriatico, ed il sindaco Gramillano che si è soffermato sul grande senso d’accoglienza della città che presenta ad oggi 110 etnie, con 11.000 cittadini stranieri che rappresentano il 10% della popolazione complessiva, in un’età fra  18 ed i 39 anni.
Mons. Menichelli, nel suo saluto, ha ricordato come Ancona ha per patrono San Ciriaco di Gerusalemme, festeggiato sia dalla chiesa cattolica il 4 maggio che quella ortodossa (il 14 aprile). “Solo quando sentiremo che le nostre divisioni feriscono Cristo – ha ribadito – le difficoltà saranno superate. In ogni caso già oggi la frontiera fra Oriente ed Occidente cristiano si sta spostando verso l’Italia”.

Roberto Senigalliesi

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