| Sgarbi: “Giù le mani dal crocifisso” |
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| mercoledì 10 marzo 2010 | ||||||||
Il diniego della celebrazione natalizia della s. Messa per gli studenti dell’istituto “Antinori” di Camerino, a suo tempo impedita dall’esposto di un docente appartenente all’ “unione atei agnostici irrazionalisti” è tornato a far discutere gli stessi studenti in un incontro assembleare che ha avuto due ospiti di eccezione: l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ed il professor Vittorio Sgarbi. Un’ora di incontro nella quale Vittorio Sgarbi, prendendo come spunto l’episodio, ha espresso, con il suo linguaggio colto e spesso colorito, il suo punto di vista sul tema del crocifisso nelle scuole e delle “rivendicazioni” di quanti professano il loro ateismo in forma associativa. “Non capisco – uno dei passaggi dell’intervento di Sgarbi – come si possa essere terrorizzati da un uomo nudo, legato mani e piedi ad una croce. Né tantomeno è chiaro come l’ateismo, di per sé fenomeno che appartiene alla sfera intima dell’individuo, possa essere espresso in una forma associativa”. Spaziando, poi, attraverso diversi episodi di attualità, quali il divieto fatto al Papa di parlare all’università “La Sapienza”, Sgarbi ha posto l’accento sulle incoerenze e incongruenze di quanti, in nome di una presunta tolleranza, di fatto diventano intolleranti. “Nessuna religione – il pensiero del noto critico d’arte – ha prodotto tanta bellezza quanta il cristianesimo, che ha fornito stimoli anche all’arte e alla letteratura. Gli stolti che non vogliono vedere il crocifisso o che impediscono la celebrazione di una messa hanno messo in piedi una macchina assurda, con la teoria idiota che la visione di questo simbolo viola il principio della laicità”. Chiudendo l’incontro con gli studenti Sgarbi ha accennato anche al suo ultimo libro “L’Italia delle meraviglie”, che è stato presentato nel pomeriggio al palazzo Bongiovanni. Soddisfattissimi il preside dell’istituto “Antino” Enzo Bonacucina, i rappresentanti degli studenti Giacomo Pieroni e Simone Stronati e lo stesso monsignor Brugnaro secondo cui “un divieto può sicuramente trasformarsi in momento di opportunità rispondendo con la comprensione, dato che la fede autentica rende gli uomini liberi”. Un tema, quello della libertà autentica, su cui l’arcivescovo ed il professore si sono trovati assolutamente d’accordo.
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