| “I social network non devono spaventarci” |
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| sabato 24 aprile 2010 | ||||||||
“I social network non devono dunque spaventarci se, come accade per la maggior parte dei nostri soggetti, tali relazioni sono capaci di arricchirsi di affettività”. Con questa frase, Simone Carlo conclude il suo intervento al convegno Testimoni Digitali a Roma Venerdì 23 Aprile.
Nella sessione dedicata ai “profili della generazione digitale”, i giovani con la loro vita quotidiana, non - come ci dicono - solo virtuale ma reale, e con le loro affettività, si son sentiti protagonisti. Anche io, giovane fanese, mi son sentito tirato in causa, poiché la vita digitale sta facendo sempre più parte della mia quotidianità. La diffusione di socialità derivata dai social network, è vista dai meno giovani, come arma pericolosa che tende a colpire la nostra educazione e come strumento per la creazione di una “doppia vita”... digitale! Purtroppo credo, che questo freddo approccio alla comunicazione digitale, è dovuto alla mancanza di una “nuova” cultura, che ci viene in aiuto, non solo tramite un efficiente mezzo trasmissivo, ma anche grazie ad un canale che ci facilita, e tante volte sprona, ad una maggiore comunicazione. Credo anche, che questa “maggiore comunicazione”, non voglia dire di “di minore qualità”. Marco Santini
Chi vuole seguire in diretta il convegno può cliccare qui
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In foto, da sinistra: don Dino Cecconi e Marco Santini al Convegno "Testimoni digitali"
Foto: Roberto Gregori
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