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La mostra internazionale su Padre Matteo Ricci PDF Stampa E-mail
giovedì 06 maggio 2010
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Un'importante mostra dal titolo "Al servizio del Signore del Cielo" che ripercorre i momenti salienti della vita e della missione di Padre Matteo Ricci, raccontata dal prof. Sandro Petrucci. 30 pannelli dedicati alla figura del gesuita maceratese, alla Cina, al metodo missionario, alla polemica col buddismo, all'inculturazione. Fa parte della mostra anche un docufilm di Gjon Kolndrekaj dal titolo "Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago". Già ospitata nella sede dell'Unesco di Parigi, la mostra arriverà anche in Corea. L'intervista di Silvio Vitelli .
 
 
 
 
 
 
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Facendo click sul link o sull'immagine, è possibile ascoltare subito l'intervista, in streaming. Per salvarla, fare click con il pulsante destro e scegliere "Salva oggetto con nome" o "Salva destinazione con nome".

Le interviste possono essere trasmesse o pubblicate, purché siano citati la fonte e l'autore.

Ricordiamo che nel canale Youtube di ChiesaMarche External link è possibile ascoltare tutte le interviste audio pubblicate. Le più recenti sono disponibili anche cliccando sulla sezione "Audio" della colonna di sinistra e poi sulla voce "Interviste audio".

silviovitelli.altervista.org External link
 
 
In foto: l'allestimento, nella cripta della Cattedrale di Macerata, della mostra «P. Matteo Ricci. Al servizio del Signore del Cielo». 
 
  

Testo dell'intervista

Ben ritrovati su chiesamarche.org. Continuiamo il nostro percorso su Padre Matteo Ricci: finora ci siamo sempre concentrati sul personaggio e sulla sua storia straordinaria, in questi ultimi due appuntamenti invece approfondiremo ciò che riguarda le celebrazioni per il IV Centenario della sua morte, che cade proprio quest’anno. Il fitto calendario di eventi legati a questa ricorrenza comprende anche una mostra molto interessante di cui parleremo proprio quest’oggi.
Una mostra inaugurata lo scorso novembre nella cripta della Cattedrale di Macerata e che ha già fatto tappa in diverse località, anche fuori dai confini nazionali, e che sbarcherà anche in Corea. Per parlarne torniamo ad ospitare in collegamento web il prof. Sandro Petrucci, docente di Lettere e vicepresidente della Commissione diocesana su Padre Matteo Ricci.

Bentornato!

Grazie.

Prof. Petrucci, in cosa consiste questa mostra?

La mostra, intitolata “A servizio del Signore del Cielo”, è composta da trenta pannelli attraverso i quali si illustra la formazione, la vocazione missionaria del gesuita maceratese, nel contesto storico ed ecclesiale che vide un notevole slancio missionario che attraversò tutta la Chiesa e ebbe come protagonista soprattutto la Compagnia di Gesù. Un altro settore della mostra è dedicato alla Cina dell’impero Ming, con la sua organizzazione amministrativa, politica – il “buon governo”, come si esprimeva Matteo Ricci – e anche ai caratteri culturali, morali, e quindi una parte è dedicata anche alle cosiddette “religioni” cinesi, o “insegnamenti” cinesi, dal confucianesimo, al buddismo, al taoismo, e in modo particolare ai giudizi che su queste “sette” – come le chiamava Padre Matteo Ricci – diede lo stesso missionario. Di quest’ultimo inoltre in una parte molto ampia è descritto il metodo missionario: le sue polemiche con i maestri buddisti, che si affiancarono invece al dialogo con il confucianesimo, che Ricci leggeva come una sorta di stoicismo. Lo stoicismo avrebbe dovuto aprirsi al cristianesimo, che per Ricci rappresentava le risposte alle domande religiose a cui i confuciani risposte non davano. Inoltre si può leggere qual era la strategia missionaria: i testi del metodo missionario ricciano, anche l’apostolato delle immagini religiose cristiane, che molto colpirono i cinesi, in particolare l’imperatore e la sua famiglia. La mostra si chiude con l’eredità di Ricci e in modo particolare con alcuni pannelli che vogliono far riflettere sul significato di una parola: “inculturazione”, cioè la missione della fede in una cultura, il dialogo tra la fede cristiana e la cultura di un popolo. Questo è stato fatto attraverso un testo importante dell’Enciclica di Giovanni Paolo II, Fides et ratio, in cui il pontefice indicò i criteri per una corretta “inculturazione”.

C’è anche un filmato che viene proiettato nella sede della mostra?

Sì, infatti, chi visita la mostra potrà anche godere per 40 minuti di un bel docufilm, che ha avuto tra l’altro notevole successo, intitolato “Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago”. L’autore e regista è Gjon Kolndrekaj.

Quella presente a Macerata non è l’unica copia di questa mostra. Quali località l’hanno ospitata e dove sarà visitabile nei prossimi mesi?

Le altre copie sono state ospitate in luoghi molto prestigiosi, come l’Unesco a Parigi e l’Università Gregoriana, inoltre nella basilica di Santa Teresa di Lisieux in Normandia e arriverà anche nella comunità cattolica coreana. Questo è un fatto molto importante perché la comunità cattolica in Corea nacque anche sulla spinta della lettura di alcune opere di Padre Matteo Ricci, in particolare “Il vero significato del Signore del Cielo”, che – già scritte in cinese – si diffusero anche in quelle terre. Poi la mostra sarà diffusa anceh in altre parrocchie delle Marche e nella Diocesi di Prato, dove come è noto vi è una importante e numerosa comunità di cinesi e anche di cinesi cattolici e a Milano.

Come dicevo in apertura, questa mostra è soltanto una delle tante iniziative in corso su Matteo Ricci. Nel corso del prossimo appuntamento cercheremo di fare una panoramica su questo fitto calendario fatto non solo di mostre, ma anche di incontri, seminari, eventi e tanto altro.

Tutto questo la prossima settimana per l’ultima intervista web di questo ampio ciclo che abbiamo dedicato a Ricci. Grazie intanto al prof. Petrucci per il grande contributo che ci ha dato in queste settimane.

Un saluto a tutti.

 

Silvio Vitelli per chiesamarche.org.
 

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