| Don Luigi Merola, sacerdote contro la camorra |
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| lunedì 10 maggio 2010 | ||||||||
L’educazione alla legalità, contro la mafia e la camorra: oltre cinquecento studenti jesini delle scuole medie e superiori hanno potuto assistere all’incontro con don Luigi Merola (in foto), il sacerdote di Forcella, quartiere di Napoli, da sempre paladino nella lotta contro la mafia e la camorra.La mattinata di Lunedì 29 Aprile 2010 trascorsa al Teatro Pergolesi di Jesi è stata organizzata da Coop Adriatica, con il patrocinio del Comune di Jesi e la collaborazione della Fondazione Pergolesi Spontini: presentatore d’eccezione il presidente della Coop Adriatica, Luigi Giampaoletti, insieme al vice Ruggeri. Presenti per l’Amministrazione comunale jesina, il sindaco Fabiano Belcecchi e l’assessore ai Servizi Sociali Bruna Aguzzi e per la diocesi il vescovo Gerardo Rocconi. Dopo il benvenuto del presidente Giampaoletti, che ha ricordato il grande impegno nel territorio della Cooperativa, il sindaco Belcecchi ha dichiarato: “L’Amministrazione Comunale è sempre attiva per quanto riguarda manifestazioni come questa. L’incontro con don Luigi Merola segue alla consegna della cittadinanza onoraria a don Luigi Ciotti. Nutro profonda soddisfazione – ha concluso – nel vedere un pubblico così giovane affrontare tematiche così importanti e spesso sottovalutate". Il Vescovo di Jesi ha posto l’accento sull’importanza di crescere in un contesto d’amore al fine di educare ed essere educati, in contrasto con una società, quella odierna, troppo spesso priva di veri ideali, mentre l’assessore Aguzzi si è complimentata per l’incontro organizzato, nel quale ha visto l’opportunità di veicolare messaggi positivi, testimoniati da adulti di altre parti d’Italia ai giovani studenti jesini. Don Luigi Merola proviene dalla Parrocchia di San Giorgio, a Forcella, quartiere ad alto tasso di criminalità organizzata: il sacerdote si è sempre impegnato al fine di sottrarre il quartiere al degrado. Nel 2003 don Luigi ha fatto smantellare tutte le telecamere nel paese che erano state installate dai clan della camorra e ha consegnato al questore una videocassetta per documentare lo spaccio di droga nel quartiere. La lotta di don Luigi contro la criminalità organizzata lo ha messo spesso nel mirino dei sicari della malavita: nel 2004 gli fu assegnata la scorta, con due angeli terreni che lo proteggono giorno dopo giorno. Il suo periodo di permanenza a Forcella è stato segnato dal tragico evento dell’uccisione, avvenuta il 27 marzo 2004, di una ragazzina di quattordici anni, Annalisa Durante, trovatasi per caso a passare nel luogo dove era in atto un agguato camorristico. Ignorando gli inviti a mantenere un profilo basso, don Merola nell'omelia del funerale ha attaccato duramente la camorra. Successivamente è stata aperta una scuola che tuttora porta il nome della ragazza. Pur se fatto oggetto di minacce e costretto a vivere sotto scorta, don Merola ha proseguito il suo impegno per sensibilizzare i suoi parrocchiani contro la criminalità organizzata. Una lotta alla criminalità, che don Merola, con spiccata dote comunicativa, ha voluto inculcare nel giovane pubblico, a beneficio di una voglia di legalità, da coltivare giorno dopo giorno, nel segno dell’amicizia, della solidarietà e dell’uguaglianza e nel rispetto di ogni singola regola e legge.
Marco Cremonesi
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