| Dono di Dio per l’umanità |
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| lunedì 10 maggio 2010 | ||||||||
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La sera di giovedì 29 aprile, nel santuario della Madonna delle Grazie, durante l’ora di adorazione comunitaria e con la solenne Liturgia eucaristica veniva offerta a tutto il popolo di Dio, sacerdoti e laici, un’esperienza, direi “mistica”, che apriva ai loro cuori nuovi orizzonti di contemplazione, di preghiera, di comunione con Dio e con i fratelli. E ciò per diversi motivi. Da alcuni giorni era ospite del Santuario dei frati carmelitani, la statua della Madonna di Loreto, pellegrina per le diocesi delle Marche. Guardando a Lei, “la donna del sì”, e pregando nella Santa Casa di Loreto, il vescovo Gerardo aveva maturato il suo “Eccomi” rispondendo alla chiamata all’Episcopato. E aveva poi affidato a Maria, Madre del Sacerdote, il suo Ministero nel giorno dell’Ordinazione, di cui ricorreva il quarto anniversario proprio il 29 aprile scorso.
La “scienza dell’amore”Celebrando l’ “anno sacerdotale” la comunità cristiana di Jesi ha pregato per il Papa, per i vescovi, i sacerdoti e per tutti i consacrati, invocando lo Spirito Santo con gli Apostoli e con Maria, immagine e modello della Chiesa.L’adorazione eucaristica, sul tema della Lettera di Papa Benedetto XVI ai sacerdoti, e introdotta dal canto liturgico “Eccomi!”, ha messo in luce con la lettura di brani del Vangelo e delle esortazioni del Papa e del Santo Curato d’Ars, l’ identità del sacerdote e il suo “ministero”, cioè il servizio prezioso che egli rende alla comunità e ad ogni persona: Sacerdote, dono di Dio all’umanità. Sacerdote, ministro di preghiera. Sacerdote, ministro della misericordia. Sacerdote, ministro della Parola. Pause di silenzio, preghiere, canti… Dice il Papa: “Nel mondo di oggi, come nei difficili tempi del Curato d’Ars, occorre che i presbiteri nella loro vita e azione si distinguano per una forte testimonianza evangelica. Per essere ministri al servizio del Vangelo è certamente utile e necessario lo studio con un’accurata e permanente formazione teologica e pastorale, ma è ancor più necessaria quella “scienza dell’amore” che si apprende solo nel “cuore a cuore con Cristo”. É Lui infatti a chiamarci per spezzare il pane del suo amore, per rimettere i peccati e per guidare il gregge in nome suo. Proprio per questo non dobbiamo allontanarci dalla sorgente dell’Amore che è il suo Cuore trafitto sulla croce”.
“Cristo vive in me”Con il canto mariano “Giovane donna” è iniziata la Santa Messa, presieduta dal Vescovo Gerardo, concelebrata dal Vicario, mons. Giuseppe Quagliani e da tanti sacerdoti. Con l’umiltà e la fermezza della sua parola ispirata alla sapienza evangelica, il Vescovo ha risposto al messaggio augurale rivolto dal Vicario a nome della Diocesi, rivelandosi alla sua comunità ecclesiale come sacerdote fra i sacerdoti, fedele a Cristo e alla Chiesa.Con lo sguardo rivolto alla Vergine Tutta Santa che lo accompagna nel suo cammino di Pastore, don Gerardo ha parlato di sé con semplicità, senza nascondere la “confusione” e la “paura” provate prima di abbracciare con fede e per amore il Ministero episcopale. Ricordando Santa Caterina da Siena il Vescovo ha osservato che la spiritualità della Santa è caratterizzata dall’amore a Gesù Crocifisso, un amore pieno, totale, sponsale, e dall’amore verso la Chiesa. “Caterina era donna, giovanissima e analfabeta, la meno adatta per fare quello che ha fatto nel 1300. Eppure la grazia di Dio ha potuto operare in lei, che in soli 33 anni divenne una delle personalità più grandi del suo tempo. Il segreto? La sua fede vera”. “Amo questa Chiesa”
Il vescovo Gerardo conclude l’omelia con un inno di lode e di grazie al Signore che compie meraviglie: “Tutto è dono. Grazie per il sacerdozio, un dono immeritato perché ci rende strumenti di salvezza. Voglio ringraziare il Signore per la fiducia che mi ha dato. Rinnovo il mio amore a questa Chiesa perché so di essere suo sposo: come segno di fedeltà mi è stato consegnato l’anello. La responsabilità del vescovo verso la sua diocesi significa dedizione, disponibilità, amore. Per questa comunità desidero che cresca la fede e che nessuno si perda! Pregate per i pastori che ci sono stati donati, perché siano fedeli. Pregate perché il Signore chiami e in tanti sentano la sua voce”.
Maria Crisafulli
Foto: Andrea Boari
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