Menu Content/Inhalt
Agenzia stampa on-line. Registrazione presso il Tribunale di Ancona n. 7/07 del 19 Aprile 2007 - Dir. Don Dino Cecconi
Home
Home
Chi siamo
Notizie
Foto
Audio
CEM
Tavolo Regionale
Pastorale Giovanile
Calendario
Collegamenti
Contattaci
Cerca
FAQ

Newsletter

Nome:
Email:
Febbraio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 31 1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 1 2 3 4

Area Riservata






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
“Sacerdote ai piedi dell’umanità” PDF Stampa E-mail
lunedì 10 maggio 2010
9-apertura_1_1.jpg

Abbiamo immerso il nostro viso nelle sue mani come in una conca d’acqua, in un lavacro rigenerante: è il rituale gesto del bacio delle mani “unte” del sacerdote appena consacrato. Così ha avuto termine la celebrazione dell’ordinazione sacerdotale di padre Roberto De Luca (attualmente nell’eremo di Valleremita, a Fabriano), sabato primo maggio a Macerata, nella chiesa della sua parrocchia di origine. Quelle, infatti, sono le mani del Pastore che conduce le sue pecorelle a verdi pascoli, alle “fonti delle acque della vita” (Ap 7,17).
Ora il Pastore si è fatto tutt’uno con il nuovo sacerdote. La gioia intima di tale unione si diffonde dal cuore e dalle parole del giovane Roberto, che confessa: “Incontrare Cristo da vivo è l’esperienza più edificante! La vera felicità sta nel fare la sua volontà, e nient’altro”. Sembra di riascoltarlo nell’apice del suo entusiasmo, quando, allo stadio, durante la marcia francescana del 2001, proponeva davanti alla folla, la sua coraggiosa testimonianza di ragazzo non ancora diciottenne, ma già forte della gioia ricevuta dall’aver incrociato lo sguardo penetrante del Signore. Dal primo incontro con lo Sposo sono trascorsi anni, ma il fervore è lo stesso; la gioia non è altro che incrementata, perché donata. Sì, sembrerebbe un controsenso, eppure è donando che si riceve. “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto” (Gv 12,24): con questa espressione evangelica, il celebrante, monsignor Claudio Giuliodori, ha espresso il significato del presbiterato. Il sacerdozio è “una glorificazione – ha detto – ma non secondo le logiche umane, bensì secondo quelle divine”, perché, mettendosi ai piedi dell’umanità, il sacerdote può elevarla, santificarla. Il vescovo ha anche specificato le caratteristiche fondamentali della figura del presbitero: egli è colui che vive in intima unione con Cristo, nella fedeltà della preghiera e nei gesti, specialmente quelli liturgici, che sono viva rappresentazione dei gesti salvifici del Signore; il sacerdote, nella sua appartenenza ecclesiale, serve il popolo di Dio, lo coordina, lo anima, se ne prende cura; infine egli è colui che offre la vita per la salvezza del mondo e soprattutto per chi è in ricerca, per chi soffre, per chi è smarrito. Il pastore esprime tutta la bellezza della misericordia di Cristo.
9-apertura_1_2.jpgA dispetto di un latente tentativo che in questi giorni, attraverso i media, alcuni hanno attuato per fare dell’errore di alcuni preti, una distorta immagine della Chiesa intera, il vescovo di Macerata ha ricordato con le parole di san Francesco l’altissima dignità del presbitero (Lettera a tutto l’ordine, FF 221).
L’esempio di un giovane che riceve un così importante ministero, non può che illuminare e confortare i cuori. Per noi che conosciamo fra Roberto, il dono ricevuto s’incarna nel sorriso familiare di chi ci si è messo accanto nel cammino. Seguendo in primis corsi di discernimento e approfondimento della vita cristiana, Roberto, strada facendo, ci ha resi partecipi della sua vocazione di frate francescano minore e, realizzata con coerenza la sua scelta, ha continuato ad accompagnarci con accresciuta sicurezza e ci ha indicato una via; appassionato animatore di missioni evangelizzatrici e attività ha coinvolto la gente; per comunicare la fede ha ideato balletti e recital con il suo genio creativo; si è speso generosamente in fraternità e in ogni occasione di studio e lavoro. Ammiriamo l’impegno e la costanza con cui si è formato fino ad oggi, fino a ricevere, con il sacerdozio, il carisma della “anzianità” e della profezia e a estendere quindi ancor più l’esperienza francescana del dono totale di sé già realizzato con i voti di speciale consacrazione. “L’unica cosa che ho fatto – afferma con umiltà padre Roberto – è stata cercare di capire e seguire la volontà del Signore”. Questo incoraggia ciascuno di noi.
L’augurio che vogliamo rivolgerti con le parole del Vescovo, caro padre Roberto, è quello di diventare sempre più strumento di Dio, affinché “attraverso di te il mondo sia redento, santificato”. Possa allora il nuovo pastore condurci alle “fonti delle acque della vita”.
 
Roberta e Gianluca Garbuglia
 
 
Foto: Nicola Tiburtini

Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
Stile:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 
Inserisci nella casella di testo qui sopra, il codice di sicurezza che puoi leggere nell'immagine con una scritta "strana" al suo fianco.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >

Liturgia del Giorno

Santa Scolastica
(Bianco)
I Lettura1Re 11,29-32; 12,19
Israele si ribellò alla casa di Davide.
Salmo(Sal 80)
Sono io il Signore, tuo Dio: ascolta popolo mio.
VangeloMc 7,31-37
Fa udire i sordi e fa parlare i muti.

www.lachiesa.it

Syndicate

Add to Google