| Sulla via del Santo Curato d'Ars |
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| giovedì 24 giugno 2010 | ||||||||
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A conclusione dell’anno sacerdotale l'Arcidiocesi di Ancona-Osimo ha organizzato un pellegrinaggio sulla via del Santo curato d’Ars aperto a sacerdoti, diaconi e laici della Metropolia.
Ci siamo messi in cammino alle prime ore del 14 giugno alla volta di Annecy, cittadina in cui hanno svolto la loro missione due grandi santi: Francesco di Sales e Giovanna di Chantal. Annecy è adagiata su un limpido lago ed è una città molto pulita ed ordinata, ricca di testimonianze del suo passato medievale, come il castello e di splendide chiese, principalmente quella intitolata a San Francesco di Sales e la Cattedrale di San Pietro. Nel pomeriggio abbiamo celebrato la Santa Messa nella basilica della Visitazione, in cui Giovanni Paolo II si recò da pellegrino nel 1986. In quell’occasione disse:” Il Vescovo di Roma viene a rendere grazia presso le vostre tombe per la scia di santità che avete aperto”. Nella basilica sono infatti venerate le spoglie di questi due santi, poste ai lati del presbiterio, come segno della loro grande adesione al mistero dell’Eucarestia. Durante l’omelia il Vescovo ha invitato a riflettere sulla spiritualità di San Francesco di Sales, che da pastore della diocesi ginevrina contrastò il giansenismo con una capillare opera di diffusione della parola di Dio.
Foto di gruppo tra i resti dell'Abbazia di Cluny.
Il secondo giorno si è aperto con la visita di Cluny, la cui celebre abbazia fu fondata agli inizi del X secolo dai monaci benedettini.
Ben presto il complesso cluniacense crebbe divenendo una delle più famose e prestigiose istituzioni monastiche d’Europa. Oggi purtroppo resta ben poco dello splendore e della magnificenza dell’abbazia, grevemente danneggiata alla fine del XVIII secolo a seguito della Rivoluzione francese. In tarda mattinata abbiamo raggiunto Paray-le-Monial, piccolo centro del sud della Borgogna in cui ha vissuto Santa Margherita Maria Alacoque, monaca della congregazione della Visitazione di Santa Maria. Prima della celebrazione eucaristica è stato possibile approfondire il messaggio rivelato a Santa Margherita che ebbe l’apparizione del Sacro Cuore di Gesù. Il Signore le rivelò che il suo Cuore Divino è così appassionato di amore per gli uomini che non potendo più contenere le fiamme della sua carità deve manifestarla loro per arricchirli con i suoi preziosi tesori. Dio è amore! Durante l’omelia, in occasione della S. Messa celebrata nella Cappella delle Apparizioni, Mons. Menichelli ha invitato a riflettere sul Sacramento della riconciliazione, della misericordia divina come dono, della gioia di sentirsi perdonato, di far sentire la persona amata e non giudicata. Ha inoltre esortato a fuggire dalla tentazione del giustizialismo e di far proprio il messaggio cristiano, incentrato sull’amore di Dio. Abbiamo trascorso l’intera giornata di mercoledì ad Ars, il piccolo villaggio nel cuore della Dombes, in cui ha svolto il suo ministero San Giovanni Maria Vianney, meglio conosciuto come il Santo Curato d’Ars. Patrono di tutti i parroci, visse nel XIX secolo, esercitò per 41 anni il servizio sacerdotale con straordinarie qualità di confessore.
In foto: la visione a raggi infrarossi della distrutta Abbazia di Cluny.
Il Santo curato ci ricorda che la sola felicità che abbiamo sulla terra è amare Dio e sapere che Dio ci ama. L’anima di nutre solo di Dio, solo Dio le basta, solo Dio può saziare la sua fame. La preghiera sazia l’esigenza di assoluto dell’anima.
Il vescovo durante l’omelia ci ha ricordato che là dove passano i santi, Dio passa con loro. Parlando della figura di S. Giovanni Maria Vianney ha rimarcato che fu un prete che non si è accontentato di compiere esteriormente i gesti della redenzione, ma che vi ha partecipato concretamente. Il parroco di Ars è un modello senza pari del compimento del ministero e della santità del ministro che ricercò la conversione dei cuori grazie al sacramento della Riconciliazione. La strada della confessione è stata la via maestra del suo ministero di grazia e di misericordia. Il suo unico desiderio era quello di amare Dio fino all’ultimo respiro, chiese come una grazia quella di amarlo eternamente. Desiderò il cielo per amarlo perfettamente e chiese la grazia di morire amandolo e sentendo di amarlo. Il nostro pastore ci ha invitato a pregare per tutti i sacerdoti, specialmente in questo tempo in cui è caduta tanta sporcizia su di loro, volendo chiedere insieme il perdono per i peccati e confidando nella misericordia divina. Per guardare all’identità sacerdotale è necessario riflettere su due parole che trovano sostanza nella parola di Dio: configurati e conformati a Cristo. Configurati per grazia, senza altro merito, dal sacerdozio e dal ministero. È un puro dono gratuito di Dio nei confronti del quale è necessario dare lode al Signore. Conformati significa costituirsi simili alla sua forma, essere figli ubbidienti, umili, casti e poveri per compiere degnamente la missione sacerdotale. Ha inoltre esortato tutti i fratelli e sorelle nel battesimo ad amare i sacerdoti, aiutarli a svolgere il loro ministero mostrando loro solidarietà e cooperando con loro. La comunità che il sacerdote serve è la sua famiglia, si rende necessario restituirgli l’amore che si fa preghiera, ministero della collaborazione e fargli sentire la vicinanza dell’intera comunità. Ha concluso con una preghiera per le vocazioni, affinché il Signore doni alla Chiesa un numero sufficiente di sacerdoti secondo il suo cuore. La messe è molta e gli operai sono pochi.
In foto: un momento di relax.
Il quarto ed ultimo giorno, sulla via di ritorno ci siamo recati alla chiesa di Notre Dame di Fourviere, che dalla collina ovest di Lione domina il panorama della città. Venne eretta dai lionesi come ex voto in occasione della guerra franco prussiana.
Nella celebrazione eucaristica a conclusione del pellegrinaggio il vescovo ha rimarcato l’importanza dell’incontro con le figure di quattro santi effettuata durante il nostro cammino: Francesco di Sales, Giovanna di Chantal, Margherita maria Alacoque e Giovanni Maria Vianney. Tutti questi santi ci hanno donato una testimonianza che arricchisce l’identità sacerdotale, il ministero e la vocazione alla santità universale ricevuta con il battesimo. Queste figure possono diventare stimolo, incoraggiamento ed esempio per farci ripetere il loro cammino. Al centro di queste santità c’è sempre Gesù Cristo. Tutti loro hanno risolto un vero problema: il loro rapporto con Gesù. Risolvendo questa questione le cose non diventano più semplici, forse addirittura sono complicate e stimolate dall’amore di Dio. Prima di ogni altra investitura sacerdotale non ci dobbiamo dimenticare l’obbligo fondamentale di essere discepoli. L’impegno spirituale è nella personale predilezione del discepolato. La fede non è un frutto della ragione ma della parola di Dio. Ha concluso la sua riflessione con l’affidamento a Maria di tutti i sacerdoti e dell’intera comunità diocesana anche in vista dell’imminente Congresso Eucaristico nazionale. Nella via di ritorno abbiamo impreziosito il cammino con le nostre impressioni su questi giorni condivise e alcune testimonianze sul ministero sacerdotale e sul servizio espletato nelle varie forme alle nostre comunità. Un particolare pensiero a tutti i partecipanti per aver vissuto assieme questi esercizi spirituali caratterizzati dalla preghiera comunitaria, dalla centralità dell’Eucarestia e della condivisione del nostro tempo. Infine un ringraziamento a Don Dino Cecconi ed all’Ufficio Diocesano pellegrinaggi per aver organizzato i vari momenti di questi giorni
Simone Saccomani
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