| "Le perle" di un "percorso lungo 120 anni" |
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| venerdì 25 giugno 2010 | ||||||||
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“Il nostro parlare, ma insieme il nostro agire ecclesiale, deve lasciarsi plasmare, modellare dalla logica dell’eucaristia”: Marco Vergottini, docente della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, nell’intervento al convegno dei delegati diocesani per il Congresso eucaristico nazionale, in corso ad Ancona, ha tratteggiato la storia dei 24 Congressi svoltisi in Italia, delineando – in un “percorso lungo 120 anni” – alcune “perle” attraverso cui rileggerne il significato complessivo (clicca qui: sintesi dell'intervento). “L’idea di dare vita a Napoli al primo Congresso”, svoltosi nel 1891, “fu di papa Leone XIII”, ha spiegato lo studioso milanese. “In chiave apologetica si puntò a difendere la verità della fede nella presenza reale di Cristo nell’Eucaristia e a favorire il conseguente culto eucaristico pubblico”. Vergottini ha attraversato i successivi appuntamenti di Torino, Milano, Orvieto, Venezia, fino ai più recenti. I Congressi eucaristici si sono incrociati, ha spiegato il teologo, con i mutamenti avvenuti nel Paese in campo politico, sociale, culturale. Prendendo spunto dal titolo dell’ultimo Congresso (“Senza la domenica non possiamo vivere”, Bari 2005), Vergottini ha affermato: “Non possiamo né essere né vivere da cristiani senza riunirci la domenica per celebrare l’Eucaristia”, in quanto “il giorno del Risorto costituisce il centro della vita della Chiesa e della sua missione nel mondo”.
La seconda giornata di lavori del convegno dei delegati diocesani per il Congresso eucaristico 2011 (3-11 settembre) si è conclusa con l’intervento del coordinatore del gruppo delle diocesi italiane, don Francesco Pierpaoli. “Il ruolo del delegato diocesano – ha detto don Pierpaoli – non è quello di ricevere le iscrizioni dei gruppi, organizzare pullman, ‘strappare’ buoni prezzi alle agenzie, distribuire materiale, ma deve essere ecclesiale e pastorale. Poiché i delegati sono tutti preti – ha proseguito – permettetemi di vedere questo ruolo come la declinazione di quanto si dice del sacerdote nella nota pastorale: ‘Il volto missionario delle parrocchie in un mondo che cambia’. Occorre accompagnare le parrocchie e le vicarie valorizzando le persone che fanno parte del gruppo di lavoro”. Don Pierpaoli si è anche soffermato su come coinvolgere i più giovani. “Un modo – ha detto – è il concorso scolastico nazionale per gli istituti di ogni ordine e grado dal titolo ‘Eucaristia e vita. La meraviglia del quotidiano’. Occorre riflettere – ha aggiunto – cosa voglia dire oggi nel concreto vivere la spiritualità eucaristica per i ragazzi del nostro tempo”. Per questo, ha concluso, “stiamo studiando d’inserire nel Congresso un apposito ‘spazio giovani’”.
Pubblicato in www.agensir.it
Venerdì 25 Giugno 2010
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