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Salire la montagna per trovare Dio PDF Stampa E-mail
mercoledì 07 luglio 2010
Pensiamo che sia un desiderio nascosto nel cuore di tutti quello di poterci ancora una volta rivedere, per raccontarci il cammino della vita, con le sue gioie e le sue inevitabili difficoltà. Questo breve incontro ci farà bene per riprendere con più forza e fiducia il cammino che ci aspetta.
(don Gianni Giuliani)
 
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In foto: la squadriglia Cobra, una delle prime della Parrocchia Divino Amore
 
Un luogo di silenzio, per fare una sosta e percepire il mondo come uno spazio di pace. “Insieme abbiam marciato un dì” è stato il grande raduno degli Scout F.S.E. al Monastero di Fonte Avellana - Serra Sant’Abbondio (PU)  domenica 27 giugno. Una giornata di festa e di ricordi per gli scout di ieri e di oggi,  per quanti hanno fatto anche solo una breve esperienza nell’associazione come coccinella o lupetto, guida o esploratore, scolta o rover. Perché, dicono: «Scout una volta, scout per sempre!». È stata una iniziativa fortemente voluta da don Gianni Giuliani, sostenuta da Piergiorgio Mingo e organizzata dai capi gruppo Cathy Baglioni - Jesi, Milena Cesaroni - Moie, Diego Cesaretti - Chiaravalle, Aldo Cerioni - Cupramontana, Arianna Paggi - Castelferretti. Hanno partecipato all’incontro circa duecento scout dei gruppi di Cupramontana, Montecarotto, Castelplanio, Moie, Santa Maria Nuova, Poggio San Marcello, Chiaravalle, Macerata, Castelferretti. Una giornata scandita dal ritmo della gioia e da una ritualità colma di significati e messaggi di speranza. Parole e gesti per scorgere l’orizzonte indicato da Baden Powell: «guardate lontano e sorridete… ed anche quando credete di guardar lontano, guardate ancora più lontano». La giornata è iniziata con l’alzabandiera e la preghiera dell’Angelus, a seguire una conversazione del priore del monastero don Alessandro Barban sul tema Salire la montagna per trovare Dio. Poi la liturgia: speranza distribuita, vissuta insieme. E il rinnovo della promessa scout. «Essere qui significa riconoscere di aver ricevuto un dono prezioso attraverso lo scoutismo - ha detto don Gianni durante l’omelia - Significa comprendere il valore di questa esperienza per inserirsi nella realtà quotidiana senza perdersi di coraggio, con la forza dello Spirito Santo. E consegnare ai giovani l’essenzialità di questa avventura.» Un pensiero affettuoso è stato rivolto agli scout che hanno compiuto la loro vita terrena. Sono stati ricordati uno per uno: un legame fra terra e cielo, fra vita e mistero. Poi il pranzo insieme, in mezzo al verde e le foto-ricordo divisi secondo le squadriglie di appartenenza. Convivialità e memoria. Un dialogo con il presente e con il passato: i volti dell’esperienza umana.
 
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In foto: alcuni momenti della Messa
 
Nel pomeriggio, si svolto un incontro nel salone Bellenghi, guidato da suor Annalisa Bini: ricordi, esperienze di vita, aneddoti. Su uno schermo, fluivano immagini familiari: campi, scalate, angoli di squadriglia, giochi e gare all’aperto. Appoggiati sopra un grande tavolo, tanti quaderni di squadriglia: guardare indietro con gratitudine per ciò che è stato compiuto, ha insegnato B.P.. Una lettura del tempo nel segno della continuità, del dialogo, dell’incontro con la storia della propria appartenenza allo scoutismo. Per recuperare le proprie radici e guardare avanti, molto avanti - diceva Baden Powell - con grande speranza ed obi ettivi elevati, con gioia e buona volontà. Nella riflessione comune, uno sguardo anche alle luminosità e ai chiaroscuri del presente, alle polifoniche espressioni dell’essere giovani oggi, all’emergenza educativa: «Oggi la trasmissione dei valori è diventata estremamente difficile. - ha osservato don Gianni - Di fronte a questo compito ci sentiamo piccoli, deboli e incapaci. Lo scoutismo è uno strumento educativo da valorizzare per consegnare ai giovani fiducia e coraggio». Piergiorgio Mingo ha ricordato poi la storia dell’esperienza scout della Vallesina, iniziata a Jesi nel 1973, nella parrocchia del Divino Amore.
 
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In foto: il rinnovo della Promessa scout
 
Successivamente alla chiusura definitiva dell’ASCI nel 1974 (che confluì nell’AGESCI), Piergiorgio e don Gianni appoggiarono il riassetto associativo della neonata associazione italiana Guide e Scout d’Europa Cattolici aderente alla F.S.E., ufficialmente costituita nel 1976 Approfondirono il terreno delle scelte, gli orientamenti educativi, la fedeltà allo scoutismo secondo la metodologia tradizionale di B. Powell. Negli anni successivi la F.S.E. si è estesa progressivamente nelle Marche, e Jesi è stata punto di riferimento per lo sviluppo associativo e per la nascita sul territorio, e in tutta la regione, di numerosi gruppi: Cupramontana, Ancona 1, Fano, Senigallia 3, Chiaravalle, Urbania, Macerata, Gabicce Mare, Fabriano 1, Pesaro 1, Montecarotto, Castel Ferretti, molti altri gruppi e diverse squadriglie libere. Realtà che rappresentano, oggi come ieri, un valore per la formazione dei giovani e una generosa vitalità per il tessuto sociale. E che mostrano i molteplici volti di una felicità che tocca la frangia azzurra del cielo.
 
 
Fotoservizio: Tiziana Tobaldi
 

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