| Altri sacerdoti ambientalisti accusati |
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| martedì 13 luglio 2010 | ||||||||
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Messa a fuoco. Sono religiosi che lavorano nel nordest del paese insieme agli indigeni. A causa del loro appoggio agli indigeni vengono accusati di sollevare questa popolazione contro lo Stato e di trascurare il loro lavoro pastorale.
Elizabeth Prado
Dalla protesta indigena del 2007, quattro sacerdoti ambientalisti, tutti che lavorano nel nordest del paese, sono accusati dai congressisti dell’Apra (il partito al potere) e funzionari del governo di trascurare il loro lavoro pastorale per dedicarsi a sollevare la popolazione contro lo Stato.
José Luis Astigarraga, vescovo di Yurimaguas; Daniel Turley, vescovo di Chulucanas; e Francisco Muguiro, saverdote della Vicaria di Jaén, hanno ricevuto critiche dirette dei congressisti Aurelio Pastor, Aníbal Huertas e Wilder Calderón in seguito allo sciopero amazzonico contro lo sfruttamento minerario dello scorso anno. Insieme a Mario Bartolini, parroco di Barranquita, questi religiosi hanno in comune l’essere arrivati dall’Europa da più di trenta anni e il lavorare in difesa dell’ ambiente e dei diritti indigeni, seguendo le impostazioni sociali del documento episcopale chiamato Aparecida. Denuncia penale
Il sacerdote Mario Bartolini potrebbe essere condannato a undici anni di reclusione per i reati di ostacolo dei servizi pubblici e istigazione alla rivolta, in seguito al sollevamento delle popolazioni indigene da aprile a giugno del 2009, però il giudice Julio César Aquino Medina, della corte di San Martin, non ha potuto dare lettura alla sentenza il 15 di giugno passato a causa del sovraccarico del suo lavoro processuale.
Dopo gli eventi di Bagua, il sacerdote italiano fu categorico nell’esprimere che “essere credente non significa accettare l’azione criminale delle autorità che oggi ci governano; dobbiamo chiamare assassini chi uccide per denaro”, affermò poi. Il suo lavoro in Barranquita, regione San Martìn, insieme ai contadini e agli indigeni è risaputa. Non ha esitato a mettersi dal lato di questa popolazione, prima contro l’impresa Andahuasi e poi al Grupo Romero, quando quest’ultimo aprì percorsi senza rispettare le coltivazioni degli abitanti. Congressisti lo accusano
Nell’agosto del 2009, i congressisti del Apra Aníbal Huerta, Wilder Calderón e Aurelio Pastor hanno denunciato alla procura monsignore José Luis Astigarraga per i presunti reati contro la sicurezza pubblica, blocchi stradali, apologia di reato di ribellione e altro ancora. A causa di queste denunce il vescovo di Yurimaguas fu citato dalla Polizia Nazionale perche chiarisse le denunce da parte dei membri del partito al governo, specialmente per quanto riguarda il blocco della via Yurimaguas-Tarapoto. Inoltre fu richiesto di produrre documentazione sul funzionamento dell’emittente della sua Vicaria, Radio Oriente, e investigarono il contenuto della informazione emessa durante il blocco della strada da parte dei nativi.
Falsi Cristi
L’appoggio dato dal vescovo di Chulucanas Daniel Turney ai campesinos della Sierra Piurana nel 2007 diede occasione al presidente Alan Garcia di affermare che nessuna chiesa avrebbe fatto il miracolo di sviluppare il paese senza denaro. In questa occasione Alan Garcia aveva definito “falsi cristi” tutti quei sacerdoti del nord peruviano e gli ambientalisti che erano impegnati a difendere i diritti delle comunità nei confronti dell’avanzata dell’industria estrattiva.
Francisco Muguiro, sacerdote della Vicaria di Jaén, fu similmente accusato da un canale televisivo di dirigere una rete terroristica unita al narcotraffico. La falsità del fatto fu provato in un processo giudiziale che arrivò sino alla Corte Suprema. Tre di questi sacerdoti, José Luis Astigarra, Daniel Turley e Francisco Muguiro, sono nazionalizzati peruviani. Quest’ultimo fu persino presidente di seggio nelle elezioni presidenziali. Solo Mario Bartolini ha deciso di mantenere la sua nazionalità italiana.
PAROLE CHIAVI
Aparecida. Si tratta del documento finale della 15° Conferenza Generale dei Vescovi dell’America Latina e Caraibica che difende la gestione delle risorse natuirali per il bene comune. Cammino corretto. Questi sacerdoti fanno riferimento a papa benedetto XVI per la difesa del medio ambiente e della biodiversità. Il loro è un cammino corretto affermano.
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