| La festa quinquennale della parrocchia di Monte Roberto |
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| venerdì 27 agosto 2010 | ||||||||
La comunità parrocchiale “San Silvestro Papa” di Monte Roberto ha solennemente iniziato la settimana della festa quinquennale dedicata al Crocifisso (in foto a sinistra) e che culminerà con le celebrazioni e il programma civile di domenica 29 agosto. La devozione al Santissimo Crocifisso di Monte Roberto è accertata e documentata dal 1500 ed ha sempre coinvolto tutta la comunità tanto che la pubblica amministrazione ha espresso, negli anni, un segno evidente di partecipazione alle celebrazioni. Quest’anno il comune di Monte Roberto ha deciso di devolvere alla parrocchia un contributo per la nuova illuminazione del campanile della chiesa, inaugurata e accesa domenica scorsa, dalle ore 21 e che rende visibile, anche di notte, questo simbolo di fede della Vallesina.Il programma della giornata di festa, domenica 29 agosto, prevede la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Rocconi che amministrerà il sacramento della Santa Cresima ad alcuni ragazzi mentre un gruppo di bambini riceverà la Prima Comunione. Nel pomeriggio alle ore 18 si svolgerà la processione per le vie del paese con l’immagine del Crocifisso e la benedizione eucaristica: saranno presenti la banda musicale di Pianello Vallesina per il servizio musicale, la confraternita del paese ed altri confratelli dei paesi vicini. A seguire ci sarà un intrattenimento al parco pubblico dalle ore 19,30 alle 22 e uno spettacolo pirotecnico concluderà la settimana. In questi giorni il paese è illuminato a festa. Inoltre, sabato 28 alle ore 21 nella chiesa parrocchiale sarà possibile prendere parte al concerto d’organo del maestro Andrea Moncada. Tutte le manifestazioni sono rese possibili per la collaborazione dei parrocchiani, per il sostegno dell’Amministrazione comunale e per il contributo economico del Colorificio Picconi di Castelplanio e dell’azienda Bricofer. Quest’anno la parrocchia ha deciso di pubblicare un fascicolo per far conoscere la devozione al Crocifisso e che, in 36 pagine, racconta la storia di questa manifestazione di fede di Monte Roberto. Lo studio, a cura di Riccardo Ceccarelli, è corredato di numerose foto di Cristiana Loccioni e dell’archivio storico parrocchiale e permette di comprendere come questa secolare devozione e la festa attorno al Crocifisso abbiano richiamato persone dai paesi vicini e come alla preghiera al Crocifisso si sia ricorsi in casi di terremoti, malattie e difficoltà varie. «La festa annuale, e soprattutto quella quinquennale – scrive Ceccarelli – è l’occasione per ripensare queste radici e per far rifiorire quella identità cristiana che è segno della nostra “nobiltà” e della nostra cultura respirata e vissuta da innumerevoli generazioni». La pubblicazione è disponibile in parrocchia.
Il parroco don Adelio Papi e don Aldo Anderlucci (nella foto sopra) hanno concelebrato la Messa all’aperto di domenica 22 agosto animata nel canto dal coro parrocchiale e dalla musica dell’organista e clavicembalista romano Andrea Moncada. Numerosi parrocchiani e volontari dell’Unitalsi diocesana hanno preso parte alla liturgia nel corso della quale il parroco ha invitato a rafforzare la propria fede e a cercare di comprendere il disegno di Dio per l’uomo. Don Aldo, la cui famiglia è vissuta a Monte Roberto dal 1950 al 1962, e che ha sempre mantenuto un legame di affetto con il paese, ha portato il suo saluto e si è augurato che dalla festa quinquennale sorga un gruppo Unitalsi nel paese. Il sindaco Olivio Togni, da tanti anni unitalsiano, ha ringraziato la parrocchia per l’impegno in occasione di questi solenni festeggiamenti, ha speso parole di apprezzamento per quanti si dedicano al volontariato e alla solidarietà ed ha sottolineato l’impegno del comune nel valorizzare e illuminare il campanile. “Guardiamo al crocifisso non come a un segno di tortura ma di resurrezione” ha detto infine il presidente diocesano dell’Unitalsi, Giancarlo Rossetti che ha evidenziato come la croce sia l’argomento delle riflessioni dell’associazione per quest’anno. La mostra sulla tribù ugandeseNella stessa occasione è stata inaugurata la mostra fotografica con settanta immagini che raccontano la vita della tribù degli Acholi, residenti nel nord dell’Uganda. Tra questa gente, che vive tra mille difficoltà, in povertà, dove l’agricoltura è la principale fonte di sostentamento e il clima è equatoriale, dove esiste un particolare connubio tra animismo e religione cattolica, tra tradizione e globalizzazione, il nome di Jesi è conosciuto per essere la città di padre Vincenzo Pellegrini, il missionario jesino che è vissuto per oltre cinquanta anni in questa terra. Padre Vincenzo ha scritto diverse opere ed ha inoltre tradotto la Bibbia e, nel 1978, il messale festivo in lingua Acioli, prodotto e stampato in terra d’Uganda, anche grazie al contributo del direttore di Voce della Vallesina, mons. Costantino Urieli. Padre Vincenzo, in Uganda promosse la realizzazione di scuole, ospedali, attività sociali e culturali il cui valore è stato riconosciuto dal governo locale. L’esposizione ha avuto il patrocinio dei Comuni di Monte Roberto, Maiolati Spontini, Castelbellino e San Paolo di JesiLa mostra “Attorno al fuoco con gli Acholi” è stata allestita nella chiesa di San Carlo dall’associazione “Casa della Speranza” di Comunanza, in provincia di Ascoli Piceno e sarà aperta fino a domenica 29 agosto dalle ore 18 alle 22.
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