| Macerata: rapporto diocesano sulle povertà 2008-2009 |
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| mercoledì 29 dicembre 2010 | ||||||||
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Aumentati dell’84% i passaggi, più 44% le nuove schede. Sono i primi numeri del Rapporto Diocesano sulle povertà – Conosciamo la nostra realtà, che pone a confronto la rilevazione dei bisogni e delle richieste di quanti si sono rivolti ai centri di ascolto Caritas negli anni 2008 – 2009. Il lungo lavoro di immagazzinamento dei dati, la loro lettura, gli incroci tra elementi omogenei, da parte dell’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse della Caritas Diocesana viene raccolto nel volume che uscirà nei prossimi giorni. La Chiesa maceratese, attraverso la Caritas Diocesana, ha di fatto voluto riprendere l’esortazione del Magistero del Chiesa italiana di fronte ai grandi cambiamenti che si sono verificati negli ultimi decenni in termini di evangelizzazione e di testimonianza della carità. Hanno guidato questo percorso i documenti dell’Episcopato italiano e in particolare le note pastorali dai Convegni ecclesiali di Loreto (1985), di Palermo (1995) e di Verona (2006), con le scelte di fondo condivise con la comunità ecclesiale, come pure l’insegnamento di Papa Benedetto XVI nell’esortare le Chiese e ogni cristiano ad essere “un cuore che vede” (DCE 31b) sull’esempio del buon samaritano, e ancor più, sull’esempio di Gesù Cristo. Già i Vescovi nel 2004 ci avevano invitato ad una presenza della Chiesa sempre più vicina agli uomini, valorizzando la”parrocchia”: La presenza della parrocchia nel territorio si esprime anzitutto nel tessere rapporti diretti con tutti i suoi abitanti, cristiani e non cristiani, partecipi della vita della comunità o ai suoi margini. … Presenza nel territorio vuol dire sollecitudine verso i più deboli e gli ultimi, farsi carico degli emarginati, servizio dei poveri, antichi e nuovi, premura per i malati e per i minori in disagio (VMP 10). Presenza richiama a conoscenza, avere quel cuore che vede le necessità dei fratelli; richiama a relazioni di vicinanza, a responsabilità verso gli altri che ci sono accanto. L’Osservatorio delle Povertà e delle Risorse di Caritas Diocesana pubblica i risultati di osservazione e lettura della povertà di due anni, 2008 e 2009, tra i più difficili per le famiglie italiane; due anni di crescente ricaduta della crisi economica ed occupazionale, con degenerazioni anche sociali. Ne viene fuori un quadro con tinte forti, dove l’intensità dei colori è data dall’aumentare delle difficoltà economiche, e dal crescente numero di persone/famiglie che si rivolgono ai servizi della Chiesa (Caritas parrocchiali, centri di ascolto, associazioni …) . E’ una lettura, che seppur parziale per l’angolo di lettura solo ecclesiale, poniamo a servizio delle varie comunità parrocchiali come strumento di lavoro e verifica dell’essere casa tra le case degli uomini, per essere sempre di più e con responsabilità spazio domestico di testimonianza dell’amore di Dio. (VMP 10). E’ anche un contributo che offriamo all’istituzione pubblica e a tutta la comunità civile per un welfare locale, perché ci sia sempre più consapevolezza che è l’uomo il centro dell’agire di una comunità, che è la famiglia il soggetto di riferimento di un territorio, e non i suoi bisogni. Lo scorso lunedì 22 il Prefetto di Macerata ci ha sollecitati e riflettere sulla tematica Sprechi alimentari e fame nel mondo, auspichiamo che l’alta partecipazione di istituzioni pubbliche e private si traduca anche in opportunità concrete di realizzare progetti che possano tradurre in un dato territorio l’alta valenza del convegno; questo è possibile soltanto attraverso un lavoro di rete tra i vari soggetti a ciò deputati e la grande risorsa del privato sociale, ma anche con l’esperienza della testimonianza della carità della Chiesa. Marina Rinaldi e Mario Bettucci Co-Direttori Caritas Diocesana Piazza Strambi, 3 62100 - Macerata Tel. 0733 232795 Fax 0733 268307 E-mail:
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Testo introduttivo a cura di S.E. mons. Claudio GiuliodoriLa Chiesa non è un’agenzia di servizi sociali, ma il suo annuncio del Vangelo sarebbe poco credibile se non fosse accompagnato da una concreta testimonianza della carità. San Paolo ci ricorda che la ragione ultima della carità cristiana risiede nell’imitazione di Gesù che ha dato la sua stessa “ricchezza divina” per risollevarci dalle nostre povertà morali e materiali. La carità non può essere pertanto comandata, ma deve essere vissuta come naturale conseguenza della sequela del Signore: “Non dico questo per darvi un comando - afferma San Paolo -, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri. Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (1Cor 9, 8-9). La carità cristiana è quindi una concreta manifestazione della grazia che abbiamo ricevuto, ossia del dono gratuito con cui il Signore Gesù, offrendo la sua stessa vita sulla croce, ci ha rivelato la grandezza dell’amore del Padre. L’esperienza di questa grazia, che risana e libera in modo integrale la persona, da sempre contrassegna la vita della Chiesa. L’amore verso i fratelli e persino verso i nemici rappresenta un distintivo irrinunciabile della fede cristiana. Nel tempo, la testimonianza della carità ha assunto forme e dimensioni diverse secondo la sensibilità della comunità cristiana e le concrete esigenze storiche. Anche oggi ci domandiamo che cosa il Signore chiede alla comunità ecclesiale per vivere in modo autentico e credibile la carità. Per questo è stata avviata da due anni una ricerca attraverso quella rete informale, ma quanto mai efficace, costituita dalle comunità parrocchiali e in modo particolare dagli stessi parroci. In continuità con i rilevamenti dell’Osservatorio delle povertà è stato realizzato un progetto di indagine sulle situazioni di povertà presenti nel nostro territorio attraverso lo sguardo e la percezione dei sacerdoti. In effetti i sacerdoti rappresentano uno dei sensori più efficaci per comprendere fenomeni complessi di povertà che spesso sfuggono alle analisi ordinarie. Il fatto di conoscere personalmente le situazioni delle famiglie e le dinamiche sociali del territorio, di poter monitorare gli effetti di tali situazioni sulle singole persone e nella storia delle famiglie, di poter attivare reticolati agili e mirati a sostegno delle situazioni di disagio, fa dei parroci e delle parrocchie uno dei presidi caritativi, e quindi di solidarietà sociale, più importanti del territorio. Un tale patrimonio di conoscenze e sensibilità, grazie a questa indagine, diviene oggi uno strumento fruibile per comprendere meglio le situazioni e le dinamiche di povertà che affliggono il nostro territorio anche al fine di tarare meglio gli interventi sapendo anche che esiste una operosità caritativa e solidaristica diffusa e capillare, spesso non sufficientemente apprezzata e valorizzata. Da questa indagine si vede come esistano molte forme di povertà che restano nascoste all’interno dei nuclei familiari i quali evitano di socializzare i loro problemi, mentre volentieri accolgono l’aiuto discreto e riservato del parroco, sentito spesso come uno di casa che sa comprendere e condividere le difficoltà. Quello dei parroci è un punto di vista importante che si aggiunge oggi agli altri strumenti di indagine delle povertà presenti nel nostro territorio, apportando significative e concrete integrazioni anche per gli interventi solidaristici degli enti pubblici e della comunità ecclesiale. Desidero ringraziare i parroci per la disponibilità manifestata verso questa indagine e tutti coloro che hanno collaborato alla sua realizzazione perché si tratta di un contributo importante che certamente aiuterà gli operatori del settore a definire meglio interventi e strategie ma anche a far crescer la sensibilità e la collaborazione da parte di tutti coloro che hanno a cuore il bene del nostro territorio e il superamento delle vecchie e nuove povertà. + Claudio Giuliodori Vescovo di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia
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