| «Giovani: è lecito sognare, non perdete la fiducia» |
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| sabato 23 aprile 2011 | ||||||||
La Diocesi di Fano ha scelto per i prossimi due anni – rende noto don Giacomo Ruggeri, Portavoce del Vescovo – di riflettere sul tema dei giovani, interrogandosi su chi siano, cosa cercano, quale Chiesa desiderano, cosa deve e può fare la Chiesa per loro. Per proseguire questo cammino, già avviato domenica 20 marzo con il convegno di Quaresima e che vedrà a giugno 13-14-15 la tappa più significativa, il Vescovo ha scelto la Settimana Santa e la Pasqua per parlare ai giovani. “È necessario darci una speranza, cari giovani, anche se i fatti di tutti i nostri giorni sembrano cancellarla! Non si può subire passivamente la realtà che ci circonda, né distruggerla o fuggire. Gandhi ha detto: “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. È doveroso trovare energie in se stessi per essere protagonisti dei cambiamenti che vorremmo. Voi avete una missione nel mondo e dovete prenderne coscienza: siete la parte meno inquinata della società e della Chiesa che può dare nuova vita all’umanità”. Il Vescovo, nel proseguire il suo Messaggio – precisa don Ruggeri – guarda ai giovani che vivono il tempo come nascente, come inizio di futuro e questo può ridare slancio agli ideali. Al contrario gli adulti, coloro che governano la politica, l’economia, l’informazione e la cultura, sfruttano spesso i mandati ricevuti dalla comunità come opportunità per realizzare i propri interessi trascurando il bene comune.
“Per i giovani è tempo di semina – sottolinea il Vescovo Trasarti – ma la società lascia crescere le spine della corruzione e i sassi della noncuranza sui campi da seminare. È ormai diffuso il loro malcontento e la sfiducia: non sfocerà in un prossimo avvenire in una dolorosa e tragica protesta? In Italia la disoccupazione giovanile raggiunge il 28% con percentuali maggiori fra le donne. Nel sistema occidentale la disoccupazione diventa un elemento di supporto a profitti iniqui. È aumentato fortemente il numero dei giovani che, come senza energia e già vinti, rimangono parcheggiati nella famiglia di origine per l’impossibilità a formarne una nuova. Il lavoro, una società normale nella quale vivere ed esprimersi, sembra loro una barriera invalicabile per la sopraffazione e gli interessi di pochi”. Ma nei giovani, il Vescovo – conclude don Ruggeri –, vede tante note di speranza, fiducia e novità cristiana, evangelica. “Sono convinto – scrive Mons. Trasarti – che non c’è corazza che non si possa perforare, non c’è situazione che non si possa ribaltare. È possibile risalire la china, è possibile trovare segni e parole di speranza nonostante il degrado della politica e dei valori: la storia della Chiesa e la storia civile, la natura e la Pasqua che si avvicina possono esserci maestre di vita. Infatti la Risurrezione di Gesù è un evento straordinario che infonde sicurezza; cosa c’è di più chiuso e invalicabile di una tomba? Era morta ogni speranza nel pomeriggio del Venerdì Santo. Così sembrava. Invece tutto era ancora possibile e può esserlo anche per la nostra stessa vita. Sarà vera Pasqua se sapremo accogliere il Risorto che si alza da terra per venirci incontro, per restituirci dignità perdute, sensi smarriti, amori sopiti, perdoni non donati ed accolti. Deponiamo le pietre dell’egoismo, dell’individualismo, della violenza, dei tornaconti personali, delle gelosie, invidie, paure, lasciandoci schiacciare dal masso della Tomba vuota che è forza di vita. Giovani è necessario non perdere la fiducia e crederci. Giovani è lecito sognare! È da veri cristiani sperare nella risurrezione di tutti e di ciascuno. Questo nostro tempo ha bisogno di sperimentare la Pasqua”.
Diocesi di Fano
Ufficio Comunicazioni Sociali
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La Diocesi di Fano ha scelto per i prossimi due anni – rende noto don Giacomo Ruggeri, Portavoce del Vescovo – di riflettere sul tema dei giovani, interrogandosi su chi siano, cosa cercano, quale Chiesa desiderano, cosa deve e può fare la Chiesa per loro. Per proseguire questo cammino, già avviato domenica 20 marzo con il convegno di Quaresima e che vedrà a giugno 13-14-15 la tappa più significativa, il Vescovo ha scelto la Settimana Santa e la Pasqua per parlare ai giovani. “È necessario darci una speranza, cari giovani, anche se i fatti di tutti i nostri giorni sembrano cancellarla! Non si può subire passivamente la realtà che ci circonda, né distruggerla o fuggire. Gandhi ha detto: “Dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. È doveroso trovare energie in se stessi per essere protagonisti dei cambiamenti che vorremmo. Voi avete una missione nel mondo e dovete prenderne coscienza: siete la parte meno inquinata della società e della Chiesa che può dare nuova vita all’umanità”. Il Vescovo, nel proseguire il suo Messaggio – precisa don Ruggeri – guarda ai giovani che vivono il tempo come nascente, come inizio di futuro e questo può ridare slancio agli ideali. Al contrario gli adulti, coloro che governano la politica, l’economia, l’informazione e la cultura, sfruttano spesso i mandati ricevuti dalla comunità come opportunità per realizzare i propri interessi trascurando il bene comune.

