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La giornata missionaria mondiale a Moie PDF Stampa E-mail
martedì 08 novembre 2011
changombe_1.jpgIl piccolo gruppo di volontari “Il Battito che Unisce” e la parrocchia Santa Maria delle Moie, in occasione della giornata missionaria mondiale del 23 Ottobre scorso hanno invitato i ragazzi dell’Associazione “Venite e Vedrete” Onlus di Santa Marinella a raccontare la loro esperienza nelle missioni carmelitane della Tanzania con lo scopo di sensibilizzare l’intera comunità di Moie alla realtà della vita quotidiana dei nostri fratelli della Tanzania e di raccogliere fondi per la costruzione della scuola a Bagamoyo, villaggio Mapinga, nella Missione di Chang’ombe.

Nella mattinata i giovani di “Venite e Vedrete” Onlus hanno animato le Sante Messe celebrate nella Chiesa Santa Maria e quella in Chiesa Cristo Redentore. Successivamente, i tanti intervenuti della parrocchia di Moie, e non solo, hanno gustato un ottimo pranzo. Con gentilezza e simpatia, i ragazzi Scout hanno portato in tavola le specialità marchigiane preparate da eccellenti cuoche volontarie. Il pranzo ci ha permesso non solo di accogliere calorosamente i giovani di Santa Marinella, ma anche di raccogliere fondi per la costruzione della scuola.

Alla fine del pranzo, con foto, filmati e racconti, i ragazzi ci hanno raccontato del loro viaggio attraverso tutte le missioni tanzaniane della Congregazione delle Suore Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Bambino Gesù, percorrendo circa tremila chilometri. Ci hanno presentato una realtà che non avremmo neanche potuto immaginare! Per 20 giorni hanno vissuto in mezzo ai fratelli tanzaniani condividendo la loro semplice quotidianità e pregando con loro. Con il loro coinvolgimento emotivo, hanno toccato i cuori della nostra comunità, facendoci idealmente sentire loro compagni di viaggio.
 
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Inoltre, ci hanno aggiornato sul progresso della costruzione della scuola a Bagamoyo, villaggio Mapinga, nella Missione carmelitana di Chang’ombe. La costruzione di questa scuola, infatti, è l’obiettivo del gruppo “Il Battito che Unisce”, che da quattro anni circa lavora intensamente organizzando varie iniziative come spettacoli, giochi e animazioni, per raccogliere i fondi necessari, godendo della vicinanza del vescovo della diocesi di Jesi, S.E. Mons. Gerardo Rocconi e del patrocinio del Comune di Maiolati Spontini, o del Comune di Jesi, e della sponsorizzazione di istituti di credito, aziende ed imprenditori locali ma, soprattutto, delle donazioni di tante persone che hanno abbracciato questa causa, dimostrando enorme sensibilità e generosità.
 
Il primo passo è stato fatto nell’anno 2010 acquistando, grazie all’interessamento del vescovo Mons. Rocconi, un terreno di 10 ettari dove sorgeranno la scuola e le relative infrastrutture. Successivamente “Il battito che unisce” ne ha finanziato la recinzione, indispensabile per la registrazione legale della proprietà.
 
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Nonostante i volontari di Moie agiscano in un territorio molto sensibile e attivo dal punto di vista del volontariato socio-assistenziale, è sorta la necessità di estendere la raccolta di fondi coinvolgendo il maggior numero possibile di imprenditori anche al di fuori della realtà locale. A tal fine, il gruppo ha deciso di formalizzare la propria vocazione missionaria costituendosi in Onlus.  

La giornata missionaria si è conclusa con l’importante riflessione del gruppo missionario della parrocchia Santa Maria delle Vergini di Macerata presente per la speciale occasione.

Restano alcune riflessioni: la Tanzania è terra veramente povera ma nei luoghi dove operano le suore carmelitane missionarie questa piaga è meno grave.
Dove sono le istituzioni governative tanzaniane? Perché permettono che tanti, soprattutto i bambini, soffrano ed non abbiano né cibo né  istruzione?
Il lavoro delle associazioni di volontari deve mirare a sostenere lo sviluppo culturale di un Paese come la Tanzania, considerando che finché ci sarà arretratezza culturale ci sarà estrema povertà.
 
 
 
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