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martedì 31 gennaio 2012
Giovedì 19 gennaio presso il collegio Bongiovanni, un’aiuola della chiesa camerte a favore degli universitari, è stato celebrata in anticipo la festa di s. Francesco di Sales. Idealmente attorno al santo patrono dei giornalisti mi sono sentito come in famiglia con i corrispondenti e la redazione dell’Appennino Camerte, ormai al 91° anno, e della “radio C1 in Blu” al 35° di vita. In un abbraccio di fraternità i miei occhi nei volti dei presenti vedevano sovrapporsi i tantissimi volti dei lettori, degli ascoltatori e del popolo navigante in internet, mentre ascoltavo le parole del nostro arcivescovo, che ha presieduto la riunione, e di mons. Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell’ufficio nazionale per le comunicazioni sociali.

L'ecclesialità

Nelle parole del vescovo risuonava la bella notizia: Dio ti ama! Le note dell’ecclesialità danno armonia alla fede e alla cultura, creano un territorio abitato dove Dio si rivela. Ecco la comunicazione della verità e fatti che ti aiuta a leggere il nostro tempo. La fede ha bisogno di essere tramandata senza tradizionalismi per aiutare tutti a dare speranza.

La parola e il silenzio

Nella relazione di Domenico Pompili sulla parola e il silenzio c’è un anticipo del tema del messaggio del santo padre per la prossima giornata delle comunicazioni sociali, 20 maggio. L’incontro dell’uomo con Dio congiunge insieme due realtà percepite sempre in una tensione insoluta nell’esperienza umana: la parola e il silenzio. Come scriveva Romano Guardini: ”La parola è una delle forme fondamentali della vita umana; l’altra forma è il silenzio, ed è mistero altrettanto grande... Le due cose ne fanno una sola”. Si potrebbe pensare ad un’equazione di questo tipo: il silenzio sta al territorio come la parola sta al linguaggio. Il modo d'esprimersi di oggi ha il nome di rete. Il silenzio è riscoprire la legge del territorio che è la lentezza. La nuova tecnologia ha la legge della velocità. “Entrambe vanno coltivate perché stanno o cadono insieme”.

La lentezza e la velocità

La lentezza dà verifica alla velocità. Quando cambia la tecnologia cambia la mentalità. La velocità dell’informazione in tempo reale fa cogliere più cose nello stesso tempo, “la ‘lentezza’ del legame fisico con i territori, fatto di appuntamenti segnalati che preludono a spostamenti, incontri, relazioni in compresenza, estremamente concrete e situate nello spazio e nel tempo delle comunità”.

Conclusioni

L’arcivescovo in conclusione ha fatto rilevare come l’ebraico ci viene in aiuto con l’intrecciarsi di due parole contrapposte con un elemento comune: dabar, verbo che significa parlare, e midbar, tradotta con deserto. Il deserto è in realtà “il posto della parola”, il luogo nel quale la parola di Dio, la Bibbia, è stata comunicata ad Israele.
Dopo aver ascoltato, ho provato a lasciare che le onde concentriche della parola si propagassero, si smorzassero nel silenzio. La parola sorge dal silenzio e al silenzio ritorna!
Hanno portato il loro saluto per conto della federazione italiana dei settimanali cattolici (Fisc) Carlo Cammoranesi, delegato delle Marche, e Francesca Cipolloni, segretaria nazionale.

 
Vincenzo Finocchio
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