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Dolore e tristezza del vescovo per la morte del giovane egiziano PDF Stampa E-mail
mercoledì 15 febbraio 2012
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"Come Vescovo e padre di questa comunità cristiana – rende noto don Giacomo Ruggeri, Portavoce – sono molto ferito e addolorato per la tragedia che ha colpito il paese di Serrungarina, la Diocesi e l'intero territorio della Provincia. Una famiglia di origine egiziana, da alcuni mesi residenti a Serrungarina, è stata colpita a lutto con la morte di Belal Mohamed El Sayed Mossab. Mi stringo alla giovane moglie Masky Novra e alle due piccole figlie Samya e Rim anche loro rimaste ferite ed ustionate dallo scoppio e dal successivo crollo della casa. L'abbondante neve bianca scesa in questi giorni si macchia di sangue, raggelando i nostri cuori. Alla calamità naturale dell'emergenza neve si aggiunge la disperazione per la perdita di un padre di famiglia e giovane sposo che, assieme a tante famiglie in questo periodo di grande freddo e con i problemi tecnici annessi, si trovano nella non facile condizione di dare calore agli ambienti e alle persone, specie là dove si trovano bambini piccoli. Nella fede cristiana affido al Signore Gesù  la giovane vita troncata di Belal Mohamed El Sayed Mossabal, pregando il Dio della misericordia e Padre di ogni consolazione perché dia forza interiore, coraggio per ripartire, speranza nel futuro alla giovane mamma, vedendo nelle delle due bimbe piccole la speranza di una nuova alba di vita nascente. Nel contempo, però, come Vescovo desidero fare mie le parole del Corano quando nella surat Luqman, 34 si dice: "Nessuno conosce ciò che guadagnerà l’indomani e nessuno conosce la terra in cui morrà” facendoci sentire, mussulmani e cristiani insieme, pellegrini su questa terra. Il dolore, ogni dolore, fa tendere la mano in modo trasversale verso l'altro intrecciando ogni tipo di credo religioso, perché la dove c'è l'uomo ferito e provato dal dolore e dalla morte, lì ci deve essere la prossimità, la condivisione, la concretezza di quanto ogni religione prega, proclama, annuncia. A motivo di ciò ho chiesto alla Caritas Diocesana di allacciare un rapporto costante con la Parrocchia di Serrungarina, seguita dalla Parrocchia di Tavernelle, per tutto ciò che sarà necessario in avvenire alla giovane mamma e alle piccole figlie, grazie anche al <Prestito della speranza> e varie forme concrete di aiuto di cui la Diocesi dispone.
 
 
Diocesi di Fano 
Ufficio Comunicazioni Sociali


 
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