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JesiIl simbolismo della croce. Il 300 adriatico tra Giotto e Bisanzio PDF Stampa E-mail
venerdì 20 maggio 2016

Il gruppo FAI di Jesi e Vallesina ha curato per due anni un calendario di aperture al pubblico della Chiesa di San Marco a Jesi al fine di farne conoscere la storia e gli splendori artistici e architettonici, valorizzando, in particolar modo, gli elementi simbolici di età gotica.

In occasione della riapertura della Chiesa, a eventi di vario interesse artistico e culturale, il Fai vorrebbe promuovere un convegno avente come centro di interesse l’affresco della Crocifissione.

Il manufatto artistico più suggestivo della chiesa è, in effetti, lo straordinario affresco trecentesco dell’abside, rappresentante la Crocifissione e attribuita alla bottega di Giovanni e Giuliano da Rimini, primi a manifestare nell’ambito di una cultura fortemente adriatica e bizantina, un interesse vivace e originale per l’arte di Giotto; tanto da portare i più importanti storici e critici dal 1935 a oggi a parlare di Scuola Riminese del Trecento.

In occasione della Mostra Da Giotto a Gentile, realizzata a Fabriano nel 2014, abbiamo avuto modo di ammirare il  polittico dell’Incoronazione della Vergine, opera grande e preziosa di Giuliano, di cui è proprietaria Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, che, nelle scene della passione di Cristo mostra straordinarie affinità figurative e stilistiche con la Crocifissione  di San Marco.

Da questa coincidenza abbiamo pensato di realizzare a Jesi un incontro aperto alla cittadinanza, per illustrare e raffrontare le componenti iconografiche e linguistiche che si trovano rappresentate nei due dipinti, raffrontando l’affresco con il polittico realizzato a tempera e oro su tavola.

 

L’incontro sarà condotto dal professor Alessandro Giovanardi, studioso di fama della cultura storica e artistica dei secoli XIII e XIV.

                                                     

In tale occasione si esibirà la Corale Brunella Maggiori, diretta da Stefano Contadini.

 

Alessandro Giovanardi, è docente di Arte Sacra e di Iconografia e Iconologia presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose di Rimini e di Monte Berico (Vicenza), ed è ricercatore presso l’Università Medicina Integrata Economia e Ricerca di Milano. Ha insegnato all’Accademia di Belle Arti di Rimini. Laureato in Filosofia all’Università di Bologna con una tesi sul pensatore russo Pavel Florenskij, si è specializzato in Arte sacra (con Timothy Verdon) e ha ottenuto il dottorato di ricerca in Scienze del testo/Scienze filosofiche all’Università di Siena, con una ricerca sullo storico e filologo russo Vladimiro Zabughin; qui ha anche conseguito il master scientifico-culturale di II livello in Estetica, con un saggio sul bizantinista anglo-americano, John Lindsay Opie. È autore di brevi saggi che trattano il rapporto tra filosofia e arte nel pensiero russo (Florenskij, Evdokimov, Zabughin), e in quello italiano più attento alla dimensione simbolica (Cristina Campo ed Elémire Zolla). Da tempo s’interessa al rapporto tra la pittura e le fonti filosofiche, religiose e letterarie, spaziando dall’iconografia bizantina all’età contemporanea, interessandosi in particolar modo al Trecento riminese, a Giovanni Bellini, Benedetto e Bartolomeo Coda, Sassoferrato. Per il III e il IV volume della Storia della Chiesa di Rimini ha redatto i saggi dedicati alla pittura del Trecento (2011) e del Settecento (2013). Ha curato le mostre Picasso ceramiche e incisioni (Rimini, 2006), La Traccia e l’Immagine (Rimini, 2007-2008), Lo Specchio del Mistero. L’icona russa tra XVIII e XX secolo (Rimini, 2008), Un filo rosso tra le dita. L’Annunciazione nell’Oriente cristiano (Vicenza, 2008-2009), La Natura e la Grazia (Cesena, 2012), Il Visibile Narrare (Cesena, 2013-14). Sul versante filosofico e letterario ha scritto i saggi «Pietas» e bellezza. L’arte sacra in Cristina Campo (Roma, 2007) e John Lindsay Opie. Estetica simbolica ed esperienza del Sacro (Prefazione di Boris Uspenskij, Roma, 2011). Recentemente ha curato l’antologia di saggi di John Lindsay Opie, Nel mondo delle icone. Dall’India a Bisanzio (Prefazione di Bruno Toscano, Jaca Book, Milano, 2014). È nel comitato scientifico della Biennale del Disegno di Rimini per cui opera come curatore di mostre e saggista.

 

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