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Presto tornerà a suonare uno dei migliori gioielli dell’arte organara marchigiana. A Montecarotto i cittadini e parrocchiani potranno nuovamente godere dell’organo della Chiesa Santissima Annunziata restaurato dalla nota ditta artigiana F.lli Ruffatti di Padova. Lo strumento è tornato a risplendere dopo un lungo restauro durato quasi due anni. Per la sua inaugurazione, il Consiglio Pastorale, presidente il parroco don Gianni Giuliani, ha organizzato due momenti degni di rilievo. Sabato 27 giugno, alle ore 21, è prevista la benedizione dello strumento da parte del Vescovo di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, cui seguirà un concerto del coro ‘Cardinal Petrucci’ di Jesi, organo solista e direzione M.° Mariella Martelli. Domenica 28, ore 11,15, ‘Missa Pontificalis’ di L. Perosi. Organo solista il M.° Simonetta Fraboni, coro ‘Tomassini-Vici’ di Montecarotto - Serra de’ Conti diretto dal M.° Mirco Barani. In entrambe le occasioni si potranno ascoltare brani inediti tratti dal ricco Fondo Musicale Parrocchiale.
L’organo inizierà dunque a dare sfoggio del suo stupendo suono nella perfetta atmosfera della celebrazione liturgica, rendendo solenne l’intonazione del rito religioso. E’ doveroso ricordare la grande figura dello stimato parroco mons. Giannino Polita, recentemente scomparso, che nel paese ha svolto la sua pastorale per ben trentasei anni. Da profondo studioso ed appassionato conoscitore delle arti, a lui si deve il recupero dell’opera. Una targa-ricordo in memoria dell’insigne religioso posta nel vano dello strumento sarà benedetta la sera di sabato dal Vescovo. I lavori di restauro, il cui costo totale ammonta ad € 82.560, sono stati resi possibili grazie al contributo della Diocesi di Jesi, per una cifra pari a € 16.000, ed in larga parte dalle offerte della popolazione di Montecarotto che ha raccolto la somma di € 57.560. Rimangono da saldare € 9.000. La raccolta fondi è ancora aperta sino alla copertura della cifra residua. La valenza storica dello strumento è notevole. L’organo, databile 1776 circa, è una pregevole opera di Saverio e Sebastiano Vici, padre e figlio, autorevoli esponenti della famosa scuola organaria di Montecarotto di cui, purtroppo, si è persa traccia nel tempo, anche se alcuni strumenti risalenti ai costruttori montecarottesi si trovano in diverse località non solo delle Marche. Posto nella cantoria sovrastante il lato sinistro del presbiterio della collegiata, l’organo ha un prospetto costituito da 23 canne disposte a cuspide con ali. La tastiera è composta da 45 tasti, la pedaliera a leggio presenta 18 pedali. Diversi sono stati gli interventi di restauro, di cui il primo risalente al 1846 ad opera del Bettelli. Attualmente, lo strumento è tornato allo stato in cui si trovava una sessantina di anni dopo la sua costruzione dei Vici. Il suono, essendo ripristinato il corista antico di cui rimanevano tracce nelle canne del pedale, è tornato ad essere chiaro, brillante, vivace.
Un appuntamento molto interessante dunque non solo per gli appassionati del settore, ma anche per chi ha a cuore i tesori artistici di questa zona promuovendone la cultura.
Maria Cristina Coloso
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