| Magia e pratiche magiche |
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| mercoledì 27 gennaio 2010 | ||||||||
Quali sono le cause della diffusione delle pratiche magiche?
Si è creata una complessa situazione riferita all’attuale bisogno di spiritualità e alle ambiguità che tale realtà crea. Praticare rituali magici, cantare sortilegi davanti al mazzo dei tarocchi, evocare energie occulte, frequentare sensitivi e veggenti, credere ciecamente nell’astrologia, indicano le nuove frontiere dell’occultismo spesso scambiato per spiritualità alternativa. L’opinionismo imperante e il politicamente corretto pongono sullo stesso piano le grandi tradizioni religiose e i culti magici. La crescita del fenomeno può essere collegata ad istanze esistenziali come ebbero a dire i Vescovi della Toscana, come le richieste di liberazione dal dolore, dal male, dalla paura della morte, la ricerca di rassicurazioni che consentono di superare situazioni di ansia. Istanze reali e drammatiche che conducono alcuni a rivolgersi a forme e persone attendendo da esse le soluzioni alle loro difficoltà e loro interrogativi. Tra le cause del diffondersi della magia va anche annoverato soprattutto una grave carenza di evangelizzazione, che non consente ai fedeli di assumere un atteggiamento critico nei confronti di proposte, che rappresentano un surrogato del genuino senso religioso e una triste mistificazione dei contenuti autentici della fede.
È vero che esistono varie forme di magia?La magia in tutte le forme di cui faremo cenno è una espressione dell’occultismo, teoria per la quale esisterebbero entità e forze non sperimentabili che si possono tuttavia dominare attraverso pratiche rituali. L’uomo decaduto, da un suo diverso stato originario, nell’attuale mondo fenomenico attraverso riti iniziatici, sarebbe in grado di acquistare sapere e potere al di là delle leggi naturali, quali la lettura del pensiero, conoscenza del futuro, influenze benefiche e malefiche, evocazione degli spiriti contattati con Satana e perfino con gli extraterrestri.L’occultismo assume la qualifica di esoterismo (gr. esoterikòs interno) quando si cerca di scoprire ciò che si nasconde dietro antiche tradizioni, miti, simboli per impossessarsi di poteri con pratiche segrete. I due termini oggi sono intercambiabili che molti parlano di occultismo esoterico. I latini avrebbero qualificato tutto ciò con il termine superstizio credenza di cose vane. C’è la magia imitativa, secondo la quale il simile produce il simile: il versare dell’acqua per terra porterà la pioggia, il trafiggere gli occhi di un pupazzo accecherà o farà morire la persona da esso rappresentata. C’è la magia contagiosa, in base a cui il contiguo agisce sul contiguo o una parte sul tutto, al punto che è sufficiente mettere in contatto due realtà, animate o inanimate, perché una forza benefica o malefica si trasmetta dall’una all’altra: così il «toccare ferro» o il «gettare del sale» terrà lontano da influssi negativi o da iettature in relazione a virtù speciali affidate a questi elementi. Esiste, infine, la magia incantatrice, la quale attribuisce un potere particolare a formule o azioni simboliche, ritenute capaci di produrre degli effetti evocati o da esse indicati. Inoltre tradizionalmente si è soliti distinguere la magia in due grossi filoni: «magia bianca», riguarda due settori diversi, il primo si riferisce a effetti strabilianti ottenuti con metodi naturali, come giochi di prestigio, illusioni. Diversa valutazione per un secondo settore, dove i fini da raggiungere sono anche buoni (soluzione dei problemi economici, d’amore, malattie), ma perseguiti con mezzi discutibili che portano al mondo della superstizione e della truffa (talismani, filtri, amuleti....) «magia nera» che ricorre a evocazioni di forze demoniache, sotto i cui influssi pensa di operare. È indirizzata a scopi malefici: procurare malattie, disgrazie, morte, oppure pretende di piegare gli eventi a proprio vantaggio per conseguire onori e ricchezze. Rientrano in essa tutti quei riti esoterici, a sfondo satanico, che hanno il loro apice nelle cosiddette messe nere. Una simile forma di magia, di fatto, non si esprime senza un influsso del padre della menzogna (Gv 8,44), il quale, come insegna la Scrittura, tenta in tutti i modi di deviare l’uomo dalla verità e condurlo all’errore e al male (1 Pt 5,8), nonostante la sconfitta subita con la venuta del Figlio di Dio nel mondo (Lc 10,18) e il trionfo glorioso della sua risurrezione (Fil 2,911). La distinzione, peraltro, non è priva di ambiguità: per molti maghi la loro magia è sempre bianca e quella dei concorrenti sempre nera... Cosa dice la Bibbia circa tali pratiche e quale è l’atteggiamento della Chiesa cattolica ?La Chiesa in genere non si è preoccupata di entrare in modo troppo analitico nei dettagli del fenomeno della magia; la sua condanna, tuttavia, è stata costante e inequivocabile, in linea con quanto insegna la Sacra Scrittura. È nota l’estrema durezza dell’Antico Testamento contro chi pratica la magia (Es 22,17); (Lv 20,27). La ragione di tanta severità risiede nel fatto che la magia è un rifiuto del vero e unico Dio. “Non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate... Io sono il Signore, vostro Dio” (Lv 19,31). “Se un uomo si rivolge ai negromanti e agli indovini per darsi alle superstizioni dietro a loro, io volgerò la faccia contro quella persona... perché io sono il Signore, vostro Dio” (Lv 20,6-7).Il Nuovo Testamento si situa nella stessa linea quando, nel richiedere la fede nell’unico Signore Gesù e il battesimo nel suo nome, esige il rifiuto di ogni mentalità e comportamento magici (At 8,9-13); (At 19,18-20). Sussiste, infatti, una netta opposizione tra l’annuncio della fede e la magia (At 13,6-12); (At 16,16-24). I veri credenti sono chiamati ad affidarsi all’unico Signore, Gesù, Figlio prediletto del Padre (Mc 1,11) e alle Sacre Scritture donate dallo Spirito alla sua Chiesa (2 Pt 1,16-21). La stregoneria, in qualunque forma si manifesti, fa parte delle opere che estromettono dall’eredità del Regno di Dio (Gal 5,20), tanto che l’Apocalisse esclude dalla Gerusalemme celeste i menzogneri e fattucchieri di qualsiasi genere (Ap 9,21); (Ap 18,23); (Ap 21,8); (Ap 22,15). Nei fenomeni magici ci può essere l’azione del demonio?Nella spiegazione dei fenomeni magici e della nuova religiosità, infatti, non si può negare la possibilità di un’azione del demonio, anche se su questo aspetto, come consiglia il magistero, occorre essere molto prudenti. Se infatti l’esistenza e l’azione del demonio sono chiaramente affermate dalla Dottrina della Chiesa, non si può infatti innescare la tendenza a demonizzare tutto. Parlare di demoni non consiste nel far riecheggiare qualche eco di antiche credenze medioevali, ma è semplicemente ribadire la Dottrina della Chiesa, affermata in anni recenti nel Catechismo della Chiesa Cattolica (1992), nelle catechesi di Giovanni Paolo II (14 e 21.8.1986) e di Paolo VI, il quale il 16 novembre 1972 affermava: “Oggi, uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà, misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi rifiuta di riconoscerla esistente»..La condanna verso ogni forma di magia e superstizione, espressa nella Bibbia, è illustrata ai numeri 2115-2217 del Catechismo della Chiesa Cattolica. Anche quando nella maggioranza dei casi sarebbe eccessivo presupporre un intervento del demonio, si tratta pur sempre di un atteggiamento psicologico e culturale incompatibile con la fede. Non esistono, come vorrebbe qualche operatore dell’occulto, maghi, cartomanti e astrologi buoni e altri cattivi. La magia e le pratiche superstiziose in genere sono una deviazione del senso religioso ed un tentativo di sostituirsi a Dio esercitando la propria volontà di dominio e potenza sugli eventi, sulla natura e il prossimo, anziché assumere un atteggiamento umile di richiesta e supplica nella preghiera. Antonio e Giancarla Barra Responsabili del GRIS Diocesano della Diocesi di San Benedetto del Tronto
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