| La famiglia è un bene prezioso |
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| giovedì 08 marzo 2012 | ||||||||
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A volte basta l’esperienza molto semplice di una giornata domenicale trascorsa da alcune giovani coppie di sposi con i loro bambini pranzando insieme, giocando e lasciando spazio alla riflessione comune, per dimostrare come il massiccio dispiegamento di mezzi (soprattutto di informazione) con cui la cultura dominante sta attaccando su più fronti la famiglia, si riveli ultimamente impotente a distruggere quello che è, al fondo, un sentire diffuso ed elementare: che la famiglia è un bene prezioso di cui essere grati, un bene da proteggere con tutte le forze e da testimoniare davanti a tutti.
Lo si è potuto constatare domenica 4 marzo a Villa Baratoff, dove si erano date appuntamento alcune giovani famiglie di Candelara con il loro parroco, don Giampiero Cernuschi, per un incontro di formazione - guidato dal padre comboniano Renzo Piazza - a cui è intervenuto, nel pomeriggio, l’Arcivescovo Piero Coccia. In quell’incontro è risultata chiara non solo la bellezza della famiglia (pur dentro limiti e problemi inevitabili) ma soprattutto la responsabilità della comunità cristiana nel sostenerla con una proposta di fede ricca di umanità e di vita, realmente “conveniente” per ciascuno : solo così infatti, nell’ambito di una relazione ecclesiale più grande, gli sposi potranno sentirsi accompagnati e sorretti nella loro avventura, diventando essi stessi testimoni e guide, anche per i figli. È questa la ragione per cui le famiglie di Candelara stanno compiendo, dentro la comunità parrocchiale e diocesana, un percorso formativo articolato in alcune tappe: una riflessione di don Marco Presciutti; tre incontri (con don Giorgio Giorgetti, il prof. Paolo Boni e il prof. Marco Cangiotti) promossi dall’Ufficio della Pastorale Familiare dell’Arcidiocesi di Pesaro; la partecipazione alla Giornata Mondiale delle Famiglie. Anche la convivenza a Villa Baratoff di domenica scorsa faceva parte di questo cammino. In tale circostanza, tra l’altro, Padre Renzo ha annunciato che i Padri Comboniani, allineandosi all’orientamento della diocesi, riserveranno alla famiglia uno spazio particolare in occasione della Giornata dei Missionari Martiri che si celebrerà il prossimo 25 marzo, invitando alcune coppie di sposi, che hanno compiuto una scelta missionaria, a dare la loro testimonianza. All’interno di questo stesso percorso si è inserito l’incontro con S. E. Mons. Piero Coccia, il quale, in un clima molto informale e amichevole, ha presentato gli Orientamenti Pastorali della CEI “Educare alla vita buona del Vangelo” e le sue due “Lettere alle famiglie” scritte in occasione della Pasqua del 2011 (“Chiamati a trasmettere la fede alle nuove generazioni”) e del 2012 (“La famiglia: risorsa per la Chiesa e per la società”). All’Arcivescovo, poi, padre Piazza ha sottoposto, per un commento, un passaggio della relazione tenuta da Enzo Biemmi alla recente Assemblea dei Comboniani europei, dove, nel descrivere la situazione del Cristianesimo oggi in Europa, vengono individuate quattro aree, “geograficamente” distinguibili, ma spesso compresenti in una stessa parrocchia: un’area decisamente ostile al cristianesimo, considerato nemico dell’uomo e della sua realizzazione (Francia, Belgio, Paesi Bassi); un’altra di continuità parziale della tradizione cristiana, seppure segnata dalla secolarizzazione (Italia, Spagna, Portogallo e Polonia); un’altra ancora in cui il cristianesimo, dopo decenni di persecuzioni, è stato relegato nella sfera privata (Paesi dell’Est); un’ultima area di serena “non religiosità”, che non esclude tuttavia una certa sensibilità ai valori umani e morali (Germania orientale, Svezia, Repubblica Ceca e Olanda). Mons. Coccia, pur riconoscendo la veridicità di questa analisi, ha messo un po’ in guardia dal rischio di una sua assolutizzazione, affermando che, comunque, l’unico modo di fronteggiare tutte e quattro le situazioni rimane sempre la testimonianza, dentro la propria vita, di una fede motivata e appassionata. Paola Campanini
Arcidiocesi di Pesaro
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