Il fenomeno del grave sfruttamento lavorativo
martedì 06 dicembre 2011
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ANCONA – Il grave sfruttamento lavorativo è un fenomeno emergente, sempre più  riconosciuto ed identificato dalla normativa attraverso l'uso di categorie che sembravano appartenere al passato: si parla ora di riduzione in servitù e riduzione in schiavitù, così come è stato necessario riesumare il termine “tratta degli esseri umani”. Proprio a questo sarà dedicato il convegno “Diritti per tutti. Contro le forme di grave sfruttamento lavorativo”, promosso dall’associazione di volontariato Free Woman con la Cisl di Ancona e il sostegno del Centro servizi volontariato Marche, in programma martedì 6 dicembre, dalle ore 9 alle 13, presso la sala Armatura della Cisl, in via Ragnini 4 ad Ancona, con l’intento di illustrare diversi approcci al tema.
L’incontro, che sarà aperto da Cristiana Ilari della Cisl di Ancona, vedrà gli interventi del giornalista Antonello Mangano, autore di “Gli Africani salveranno Rosarno”, del vice questore aggiunto di Ancona Giorgio Di Munno, dell'avvocato Paolo Cognini dell’Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione). I lavori saranno conclusi dalle operatrici dell'associazione Free Woman Michela Forconi e Roberta Gagliardi con la relazione sulle attività del progetto “Diritti per tutti” per la creazione di una rete informativa sullo sfruttamento lavorativo in provincia di Ancona.

La società attuale infatti, stenta a trovare appropriate forme di contrasto a questo fenomeno e ad offrire risposte adeguate ai bisogni di tutela sociale di chi è vittima di questi odiosi reati. In Italia uno strumento importante è rappresentato dall'art.18 del Testo unico sull'Immigrazione che, nato per garantire il diritto a sottrarsi allo sfruttamento sessuale, è sempre più applicato anche alla tutela delle vittime del grave sfruttamento lavorativo, del lavoro forzato e dello sfruttamento dell'accattonaggio. Da queste considerazioni è nato il progetto “Diritti per tutti”, coordinato da Free Woman e finanziato dal Centro servizi per il volontariato Marche, grazie al quale sono stati formati volontari e operatori e sono state realizzate attività di primo contatto nelle comunità immigrate.
Un percorso promosso in collaborazione con Questura di Ancona, Provincia di Ancona, Univpm – Cirab, Cisl Ancona, Ial Marche, Caritas diocesana Ancona-Osimo, Anolf Marche, associazioni Bangladesh Marche, Casa delle Culture, Tenda di Abramo e Lumumba onlus.  

Costituita nel 2000 da un gruppo di volontari della Caritas Diocesana di Ancona-Osimo, Free Woman è impegnata in favore di persone introdotte in Italia a scopo di sfruttamento sessuale e lavorativo, attuando le misure di assistenza e integrazione sociale previste dalla legge (art.18 del Testo Unico sull'immigrazione). Per info: www.freewoman.it External link
 
 
Monica Cerioni
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