| « Felice di essere consacrato al Signore » |
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| martedě 19 gennaio 2010 | ||||||||
“Aveva sul volto i segni evidenti di una nascosta sofferenza, ma aveva gli occhi che emanavano una grande gioia, la gioia di chi aveva percorso cinquanta anni di fedeltà a Gesù, cinquanta anni di generoso servizio nella chiesa, prima nella comunità dei padri passionisti, poi nella diocesi di Camerino – San Severino Marche e poi nella congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, di cui è stato segretario e, infine, come canonico del Capitolo Vaticano”.
Il giorno 15 dicembre 2009 proprio con queste parole il cardinale Angelo Comastri, ricordando il cinquantesimo di sacerdozio di sua eccellenza mons. Piergiorgio Silvano Nesti, ha iniziato la sua omelia durante i funerali del nostro arcivescovo emerito celebrati nella basilica di San Pietro alla presenza di 16 tra cardinali e vescovi, tra cui il nostro arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro ed un centinaio di sacerdoti e religiosi. Tanti fedeli che sono accorsi da varie località legate al suo ministero. Hanno, così, voluto rendere omaggio a quest’uomo semplice e mite che “fedele al Signore ora bussa alle porte del paradiso in attesa di quella gioia che non avrà mai fine”.
Una semplicità di vita, che tanti ricordano, e una dedizione a Dio, che lo aveva portato ad affermare di essere profondamente felice di essersi consacrato al Signore in un sì generoso che lo aveva reso riservato, discreto ed umile in ogni istante della sua vita e del suo ministero.
Pastore e uomo di Dio che ha saputo vivere il vangelo delle beatitudini come sottolineato da Mons. Comastri: “Beati i miti – dice il Signore – perché erediteranno la terra. La vera forza non è l’arroganza, ma è la mitezza, che sboccia dalla carità presente nel cuore. Sua ecc. Mons. Piergiorgio Silvano Nesti è stato un uomo straordinariamente mite: ha evitato con tutta l’anima di creare tensioni. Ha cercato, invece, di comporle, di sanarle, di spegnerle con la forza convincente della bontà. E’ stato un tenace e paziente seminatore di pace. Beati i puri di cuore – dice Gesù – perché vedranno Dio. Madre Teresa di Calcutta ripeteva spesso che la purezza del cuore è il terreno in cui fiorisce il vero amore: è l’amore vero che rende presente il paradiso nel cuore fin da quaggiù. Mons. Piergiorgio Silvano Nesti, dunque è passato, ha lasciato il ricordo di un’anima limpida: un’anima che gustava la bellezza del voto di castità e lo sentiva come l’olio che alimenta la lampada della carità verso Dio e verso il prossimo”. E così concludeva il cardinale: “Egli, meno di due mesi fa, celebrava i cinquanta anni di sacerdozio, la festa della fedeltà: cioè della gioia di aver camminato senza esitazione e senza interruzione nella strada sognata in gioventù e segnata dalla segnaletica dei voti di povertà e castità e obbedienza. Ora egli vede la meta: ha varcato la soglia dell’eternità, sorridente e discreto come sempre”. Così vogliamo noi tutti ricordarlo, con affetto e gratitudine. Mons. Piergiorgio Silvano Nesti è stato poi sepolto nella cappella dei padri passionisti nel cimitero monumentale del Verano in Roma.
Marco Gentilucci
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