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Vita di Camilla Battista Varano |
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martedì 16 febbraio 2010 |
 Camilla nasce il 9 aprile 1458 nella corte dei Varano. Figlia prediletta di Giulio Cesare, principe di Camerino, trascorre la sua giovinezza tra feste, balli e divertimenti. Studia il latino, legge i classici, impara a dipingere, a suonare, ad andare a cavallo. Cresce vivace ed esuberante, immersa nel lusso della vita di corte. Ha un temperamento schietto e volitivo, indipendente e testardo, amante del bello e del piacere. Nei progetti del padre, Camilla è destinata a un matrimonio di nobile convenienza, ma la sua vita assume una condizione imprevista. Un venerdì santo, si reca a una predica durante la quale il frate, Domenico da Leonessa, chiede ai presenti di versare almeno una lacrima ogni venerdì per amore di Colui che ha dato la vita per noi. Camilla, a soli 9 anni, prende sul serio questo proponimento e lo porta avanti con fedeltà, e spesso anche con grande fatica. Lo Spirito scava in lei lo spazio per accogliere il vangelo. Inizia a farsi pressante dentro di lei la voce che la sollecita a prendere la decisione di dedicarsi completamente al servizio di Cristo. Ma lei non ne vuole sapere e comincia a lottare con Dio. Alla fine di questa intensa lotta spirituale, a 23 anni decide di entrare nel Monastero delle Clarisse di Urbino, assumendo il nome di Suor Battista. Dopo soli due anni fa ritorno a Camerino nel Monastero che il padre ha costruito per lei.
Durante la persecuzione che investe la sua nobile famiglia nel 1502, vengono uccisi il padre e i fratelli e lei stessa è costretta a rifugiarsi nella città di Atri. Successivamente va nei Monasteri di Fermo e di San Severino Marche per rifondarvi la vita secondo la Regola di S. Chiara d'Assisi. Il Signore le dona singolari esperienze mistiche, delle quali troviamo tracce nei suoi numerosi scritti, che rivelano il suo ardente amore per Cristo crocifisso. Muore a Camerino il 31 maggio 1524. Attualmente le sue spoglie sono custodite ed esposte al culto nella cripta a lei dedicata nella chiesa del Monastero.
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