| Un sacrifico di comunione: Camilla Battista Varano e l'Eucarestia |
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| martedì 01 febbraio 2011 | ||||||||
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In occasione del XXV Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona (3-11 Settembre 2011), S. E. Mons. Edoardo Menichelli ha voluto che il presente volume fosse inserito tra le pubblicazioni ufficiali del Congresso: D. Cogoni, G. La Pira, B. Maria della Passione, L. Padovese, C. L. Serboli: Un sacrificio di comunione. Con Santa Camilla Battista da Varano verso l'Eucarestia (Elledici-Velar, Gorle 2011) La verità è sinfonica fu il titolo scelto dal teologo Hans Urs von Balthasar per una delle sue opere e ciò non desta meraviglia se ricordiamo che – per usare le parole di san Francesco d’Assisi – il Signore è «Trinità perfetta e semplice unità». Tuttavia bisogna considerare che la creazione è ferita dal peccato a motivo di quell’atto compiuto su istigazione di colui che è per antonomasia il divisore; in questo modo ci si ritrova, per dirla con un’espressione attuale, in un mondo in frantumi dove si assolutizza il particolare. A motivo di ciò anche il tempo è frammentato in tante parti, ormai incapaci di riconoscere il tutto nel frammento – titolo di un’altra opera di Balthasar –, e anche realtà che in sé riportano al progetto originario della creazione vengono lette con quest’ottica di contrapposizione. Proprio negli ultimi decenni, ad esempio, si è visto contrapporre all’aspetto sacrificale dell’Eucaristia – il “Divin Sacrifico” come si soleva dire – all’aspetto comunionale, ossia al “Banchetto di comunione”, e la comunità cristiana vive i diversi fatti non cogliendo la continuità, ma come una serie di episodi sganciati l’uno dall’altro. I santi sono coloro che, lasciandosi plasmare dallo Spirito Santo, hanno visto la loro vita unificarsi e infatti la venerazione delle reliquie – un pezzo di ossa, un libro da loro usato, un indumento, ecc – che cos’è se non riconoscere il tutto della loro vita in quel frammento? Qualcosa di simile a quanto avviene nell’Eucaristia. Questo è accaduto anche per santa Camilla Battista Varano da Camerino che dal sacrifico, vissuto in unione a Cristo, ha dato origine a una comunione, non solo sincronica, ossia nel suo tempo, ma anche diacronica, con altre generazioni di santi e testimoni della fede. Ecco che persone come san Filippo Neri, la beata Maria della Passione – fondatrice della suore Francescane Missionarie di Maria –, il beato John Henry Newman, il servo di Dio Giorgio La Pira – il “Sindaco santo” come solevano chiamarlo –, il testimone della fede monsignor Luigi Padovese, hanno trovato consonanza e ispirazione dalle opere di Camilla Battista Varano. Dal sacrificio, dunque, alla comunione per riconoscere nella storia una Presenza che le dà unità. Questo è il significato della presente pubblicazione che, facendo memoria dell’Anno Sacerdotale appena trascorso (2009-2010), guarda al prossimo Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà ad Ancona con lo sguardo di santa Camilla Battista Varano e di alcuni “suoi amici” che hanno scritto di lei. Ecco spiegato anche il motivo per cui diverse volte viene denominata “beata” essendo testi scritti prima della sua canonizzazione, avvenuta ad opera di papa Benedetto XVI il 17 ottobre 2010. Pietro Messa, ofm (dalla Prefazione) Gli autoriDANIELE COGONI, sacerdote dell’Arcidiocesi di Camerino-San Severino Marche, è professore di Ecumenismo e dialogo presso l’Istituto Teologico Marchigiano. LUIGI PADOVESE (Milano 1947 – Iskenderun 2010), frate minore cappuccino, studioso dei padri della Chiesa, professore alla Pontificia Università Antonianum, dal 2004 Vicario Apostolico dell’Anatolia, è stato ucciso il 3 giugno 2010 – solennità del Corpus Domini – con modalità che possono essere definite in odium fidei. MARIA DELLA PASSIONE, al secolo Hèléne de Chappotin (1839-1904), fondatrice delle Francescane Missionarie di Maria; affascinata dalla semplicità di san Francesco, unendo una profonda vita spirituale ad una efficace vita attiva, prestò grande cura alla difesa della condizione della donna. GIORGIO LA PIRA (1904-1977) – denominato anche il “Sindaco santo” –, membro dell’Assemblea costituente, rimase in politica fino alla sua morte, distinguendosi per grande sensibilità sociale, profonda spiritualità, radicamento nella tradizione e apertura al futuro. CHIARA LAURA SERBOLI, Abadessa del Monastero Santa Chiara di Camerino Pietro Messa (dalla quarta di copertina)
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