Menu Content/Inhalt
Agenzia stampa on-line. Registrazione presso il Tribunale di Ancona n. 7/07 del 19 Aprile 2007 - Dir. Don Dino Cecconi
Home
Home
Chi siamo
Notizie
Foto
Audio
CEM
Tavolo Regionale
Pastorale Giovanile
Calendario
Collegamenti
Contattaci
Cerca
FAQ

Newsletter

Nome:
Email:
Maggio 2012
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
30 1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31 1 2 3

Area Riservata






Password dimenticata?
Nessun account? Registrati
Il diacono permanente PDF Stampa E-mail
lunedì 24 ottobre 2011
Diversi anni addietro nella parrocchia di zio Giacomo un laico sposato fu ordinato diacono. Zio Giacomo come gli altri si rallegrò, quando il suo vescovo ne diede pubblico annuncio. Ricordo come subito cercò di capirci qualcosa in più. Mi chiese aiuto per ricercare documenti del concilio Vaticano II e dei vescovi. Mentre gli altri o ignoravano il fatto oppure contestavano addirittura la novità. Con il passare degli anni la figura del diacono permanente ha preso più visibilità in parrocchie delle diocesi limitrofe o nei notiziari radio televisivi. Nelle parrocchie della diocesi di Camerino - Sanseverino Marche mi sembra che i sentimenti prevalenti abbiano oscillato tra l’accoglienza calorosa di chi ha esclamato: “Finalmente” e l’indifferenza di chi ha detto: “Ma non so cosa dire. Vedremo”. Non ho percepito contestazioni. La recente tre-giorni diocesana ha avuto come punto culminante proprio l’ordinazione dei primi due diaconi permanenti.

Diaconato permanente

La parola diacono nel suo significato etimologico deriva dal greco e significa aiutante, servo, ministro. Ciò in riferimento al vescovo e al presbitero. Inoltre l’aggettivo permanente fa pensare ad un altro tipo di diaconato, quello orientato verso il sacerdozio ministeriale. Il diaconato è il primo grado del sacramento dell’ordine sacro. Per la grazia dell'ordinazione, il diacono appartiene al clero, ma la sua condizione sponsale e laicale lo fa appartenere alla vita dei laici. Il diacono nel suo grado personifica Cristo servo del Padre. Fino al concilio Vaticano il diaconato era sempre orientato al presbiterato.

Dono del concilio Vaticano II

Il 1° luglio scorso l’arcivescovo Francesco Giovanni Brugnaro diede l’atteso annuncio: "Con grande gioia partecipo all'intera arcidiocesi che, confortato dal parere favorevole delle commissioni opportune, ho ammesso all'ordinazione del diaconato permanente i primi due nostri candidati. Arrivati al termine del loro cammino di formazione e di preparazione, la nostra Chiesa, per il loro tramite, si trova a vivere un grande dono del concilio Vaticano II che ripristinò anche nella chiesa latina questo ministero permanente. Infatti, il decreto Lumen gentium al n. 29 recita "...il diaconato potrà in futuro essere restaurato come un grado proprio e permanente della gerarchia. Spetterà poi alle diverse competenti assemblee territoriali decidere, con l'approvazione del sommo pontefice, se e dove sia opportuno che tali diaconi siano istituti per il bene delle anime. Col consenso del romano pontefice questo diaconato potrà essere conferito a uomini di più matura età anche viventi nel matrimonio...".
Importanti variazioni ecclesiali e sociali (diminuzione del numero dei sacerdoti, mutazioni territoriali, pastorale di vicinanza, ecc.) hanno aperto al ministero diaconale un vasto campo d'azione, dalla cura delle nostre piccole comunità alla convocazione domenicale in assenza del presbitero, dalla pastorale d'ambiente e di movimenti alla presenza in una pastorale integrata all'interno delle unità e comunità pastorali. I diaconi possono promuovere la convergenza di tutti i bisogni concreti e dei corrispondenti servizi nella comunità diocesana e parrocchiale”.

Cosa può fare?

I vescovi hanno la pienezza del sacramento dell’ordine sacro, in loro è garantita la continuità del ministero degli apostoli. Preti e diaconi sono le due braccia del vescovo e in quanto partecipi della pienezza del ministero, che è nel vescovo, essi dipendono direttamente da lui.
Il diacono, oltre a quanto accennato nel messaggio del vescovo, può far opera di evangelizzazione capillare nei contatti con le famiglie e le case, anima la catechesi di preparazione ai sacramenti, particolarmente nelle famiglie. Zio Giacomo spesso mi ha raccontato della sorpresa, quando a Pasqua arrivò per la benedizione della casa il diacono della sua parrocchia. Il diacono favorisce incontri domestici di preghiera e di ascolto della parola di Dio, proclama in modo esclusivo il vangelo nella messa e può tenere l’omelia. Può amministrare il battesimo in modo solenne, distribuire l’eucaristia, benedire le nozze, presiedere i riti funebri e la preghiera liturgica. Anima la corresponsabile partecipazione alla celebrazione e promuove la comunione tra chi la presiede e tutto il popolo di Dio. Ravviva la vocazione al servizio propria di ogni cristiano verso i malati, anziani, poveri. Potrebbe avere la cura di parrocchie piccole o isolate, prive di presbiteri.
 
 
Vincenzo Finocchio
Direttore "L'appennino camerte"
Commenti
Nuovo Cerca RSS
Commenta
Nome:
Email:
 
Website:
Titolo:
Stile:
[b] [i] [u] [url] [quote] [code] [img] 
 
 
:angry::0:confused::cheer:B):evil::silly::dry::lol::kiss::D:pinch:
:(:shock::X:side::):P:unsure::woohoo::huh::whistle:;):s
:!::?::idea::arrow:
 
Inserisci nella casella di testo qui sopra, il codice di sicurezza che puoi leggere nell'immagine con una scritta "strana" al suo fianco.

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 
< Prec.   Pros. >