| Il Vescovo di Jesi nel ricordo di Alvise Cherubini |
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| sabato 04 agosto 2012 | ||||||||
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Il vescovo della diocesi di Jesi, mons. Gerardo Rocconi, appresa la notizia della morte del dottor Alvise Cherubini, avvenuta a Jesi nella sua abitazione, alle 5 di questa mattina, ne ricorda le qualità umane e la sua fede sulla quale ha orientato tutta la vita.
«Sono stato informato della morte del Dott Alvise Cherubini stamattina mentre mi accingevo a celebrare la Santa Messa e per lui quindi c’è stato un ricordo speciale al Signore. Ho conosciuto il dott. Cherubini circa 20 anni fa, quando ero parroco a Chiaravalle. In quell’occasione abbiamo insieme curato delle pubblicazioni sull’abazia cistercense di Chiaravalle. Già da quel tempo nei vari incontri con lui ne ho apprezzato l’umanità, la generosità, la competenza e soprattutto la fede. Quando sono venuto a Jesi, nel maggio dell’anno 2006, la collaborazione con il dott. Cherubini si è concretizzata soprattutto in ordine all’attività dell’associazione MEIC (Movimento ecclesiale di impegno culturale), di cui il dottore era presidente ed io ero stato nominato assistente spirituale. Poi gli anni e la salute malferma lo hanno obbligato a ritirarsi sempre più e quindi l’ho incontrato a casa in qualche circostanza. Il mio ricordo di lui può sintetizzarsi in alcuni motivi essenziali. Fu un uomo di cultura; un uomo di grande generosità e umanità; un uomo amante della vita e della famiglia; un uomo onesto e vicino alla sofferenza; un uomo amante della Chiesa; un uomo di fede. Ora vive nel cuore di Dio ma fra gli uomini lascia un segno. Il suo passaggio lascia una scia di luce. Ogni partenza da questo mondo causa tristezza. Ma nel caso del dottor Cherubini forse l’espressione più giusta è quella riservata a coloro che hanno vissuto bene: “Grazie o Signore che ce lo hai donato.” Esprimo alla moglie Flora e a tutti i suoi familiari le più sentite condoglianze».
Nell’ambiente cattolico si è dedicato a varie associazioni: da giovane studente ha partecipato all’attività della Gioventù Cattolica fino a diventarne responsabile nazione degli Studenti. È stato presidente della Fuci jesina e, ultimamente, presidente dell’associazione ecclesiale Meic della diocesi. Per tanti anni collaboratore del settimanale diocesano “Voce della Vallesina” del quale è stato anche direttore negli anni Cinquanta. Ha vissuto l’ultima parte della sua vita nella malattia: dopo aver trascorso tanto tempo a curare tantissime persone, ha sperimentato la sofferenza e l’infermità, accettate con dignità e con grande fede, sempre attorniato dall’affetto della sua sposa Flora De Curtis, dei suoi undici figli e dei tanti nipoti e altri familiari. Le ultime parole che è riuscito a pronunciare sono state: “è nel dare che si riceve la gioia”. E questo è il messaggio che lascia a quanti hanno avuto il dono di conoscerlo e di apprezzarne le scelte di vita: un uomo che ha saputo sempre mettere a disposizione degli altri il suo tempo, la sua professionalità e il suo studio con passione, con umiltà e con competenza. Il rito funebre sarà celebrato lunedì 6 agosto nella chiesa parrocchiale Regina della Pace alle 10.
Jesi, 4 agosto 2012
Diocesi di Jesi
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