Venerdì 19 Gennaio 2007 - Veglia per l’unità dei Cristiani nella Cattedrale di Pesaro

“Fa sentire i sordi e fa parlare i muti”

“Fa sentire i sordi e fa parlare i muti” (Mc.7, 31-37): questo il tema della Veglia di preghiera per l’Unità dei Cristiani, svoltasi all’interno della Settimana ecumenica, Venerdì 19 Gennaio 2007 alle ore 21.00 in Cattedrale.

Una celebrazione promossa dall’Ufficio per l’Ecumenismo dell’Arcidiocesi e presieduta da S.E. mons. Piero Coccia, alla quale hanno presenziato tre delegazioni di chiese cristiane non cattoliche: l’anglicana, rappresentata da membri della diocesi di St. Alban’s (vicino a Londra), la luterana, proveniente dalla città di Aharus (Danimarca) e l’ortodossa, di nazionalità rumena.

 

Essere muti e sordi - hanno comunemente affermato il co-parroco luterano di Fredenskirken in Aharus e il nostro Arcivescovo, commentando i passi della liturgia – è ancora oggi la condizione spirituale e materiale dei cristiani.

Esiste ancora chi non ha voce per farsi ascoltare, come i cristiani del Sud Africa, che vivono in situazioni drammatiche di povertà, malattie epidemiche, violenze sessuali. Ed esiste ancora chi, pur avendo orecchie per udire, non ode e non vuole ascoltare.

 

Le chiese sono “ancora troppo divise per testimoniare pienamente Cristo e venire in aiuto a coloro che non hanno voce”.

Ma il dolore per il riconoscimento di questo peccato non può, in chi si professa cristiano, ripiegarsi su se stesso. Cristo è ancora vivo e continua ancora oggi a compiere il miracolo di donare, a chi si rivolge a Lui con fede, la capacità di parola e di udito.  “Essere capaci di ascoltarsi l’un l’altro – ha detto il padre luterano – non è conseguente a un atto di volontà; è una grazia meravigliosa , quando avviene”.

E infatti, anche i cristiani di oggi, esattamente come quel sordomuto di duemila anni fa che andava annunciando a tutti quanto gli era accaduto, possono testimoniare con gioia la disponibilità di ascolto e di condivisione di cui la grazia del Signore li ha resi capaci.

E’ perciò con gratitudine che l’Assemblea ha ascoltato il racconto di alcuni di questi testimoni.

 

Franco ha parlato del gruppo missionario “Noi per Zambia”, la cui attività si svolge non solo a Luanshya, ma anche in Italia, dove vengono accolti bimbi zambiani bisognosi di essere operati: un gruppo composto da persone “comuni”,  che tuttavia, grazie alla loro  adesione, permettono il riaccadere “non comune” del  miracolo di Gesù.

Particolarmente suggestiva è stata la lettura di una poesia sulla libertà, scritta nel 1985 da Paolo, un ragazzo ricoverato in una clinica psichiatrica di Brescia.   

Barbara ha poi raccontato di un campo scuola ecumenico in Romania, vissuto nel 2002 da alcuni giovani della parrocchia di Borgo Santa Maria: un’esperienza che ha permesso a ragazzi italiani e rumeni, cattolici e ortodossi, di legarsi in profonda amicizia, capace anche di solidarietà concreta verso chi, come Nicu, attraversava momenti difficili e dolorosi.

 

Forse è proprio nelle parole conclusive di Barbara  che si può sintetizzare il vero messaggio della Veglia: “Nonostante tutte le divisioni che possono esistere, Dio nel suo infinito amore fa sempre grandi cose”.

Il cammino verso l’unità continua: dal 4 al 9 Settembre 2007 si terrà a Sibiu (Romania) la terza Assemblea ecumenica europea sul tema “La Luce di Cristo illumina tutti”.

 

Paola Campanini

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